Il primo mese e mezzo di Christian Eriksen con la maglia dell’Inter aveva lasciato tanti dubbi. Nessuno sul valore del giocatore in sé, basta vedere la punizione contro il Milan (cliccare qui) e il gol in Europa League, ma più su quanto potesse effettivamente incidere in un modulo troppo caro a Conte, e non consono alle sue caratteristiche.

Questi tre mesi di pausa forzata sono serviti per far capire al tecnico interista che se hai in rosa calciatori come il danese, allora bisogna fare il possibile per farli esprimere al meglio, da qui il passaggio dal 3-5-2 al 3-4-1-2. Nel mentre, il 28enne ex Tottenham e Ajax ha deciso di passare parte della quarantena in isolamento alla Pinetina, così da farsi trovare al massimo della condizione per il rientro.

Christian Eriksen

La prima prestazione dopo la pausa, contro il Napoli, ha mostrato un giocatore determinato, che ha voglia di imporsi, una sorta di leader silenzioso, che parla esclusivamente sul campo. È stato suo il primo gol italiano post-Covid, sono bastati due minuti per trovare la traiettoria vincente direttamente da corner, con Ospina non esente da colpe (cliccare qui). Eriksen è stato schierato come trequartista puro, non come mezzala, permettendogli di spaziare in tutta la zona offensiva, cercando ripetutamente il dialogo con Lukaku e Lautaro, entrambi però sottotono e non in grado di sfruttare le giocate del compagno. Il danese ha provato il tiro in cinque occasioni, trovando sempre la porta, fornito due passaggi chiave e sbagliato solo 8 passaggi sui 49 effettuati, rimanendo costantemente al centro del gioco nerazzurro.

Il vero Christian Eriksen, ossia quel giocatore capace di far innamorare le big europee, si è finalmente rivisto a San Siro, contro la Sampdoria. Il primo tempo del danese è stato una delizia per tutti gli amanti del calcio. Trequartista completo, non solo capace di creare occasioni da gol per sé e per i compagni, ma anche in grado di dirigere il pallino del gioco e, caratteristica importante per il gioco di Conte, ha dimostrato di poter recuperare un gran numero di palloni, sei per la precisione, al pari di Bastoni.

Christian Eriksen
 

Contro la squadra allenata da Ranieri il mago danese si è visto annullare un gol, inoltre ha fornito un meraviglioso assist di prima intenzione per il gol di Lukaku (clicca qui) e ha effettuato cinque conclusioni, creato quattro occasioni da gol e completato 18 passaggi su 22 nella trequarti offensiva. Il feeling tra Lukaku, Lautaro ed Eriksen sembrava essere definitivamente sbocciato, non lasciando presagire il clamoroso passo falso di mercoledì  scorso contro il Sassuolo. Il danese non è stato in grado di entrare nel vivo del gioco e l’Inter si è dovuta accontentare di un punto.

L’Inter brilla quando brilla Eriksen. Il fantasista ex Tottenham deve riuscire a legare centrocampo e attacco, verticalizzando direttamente per le due punte in determinate situazioni e allargando il gioco per gli esterni in altre. Se questo non avviene l’Inter non conclude, non crea, soprattuto in assenza di Brozovic. Questa sera a Parma Eriksen dovrà dimostrare quanto di buono fatto vedere con Napoli e Sampdoria, riscattandosi dalla prestazione negativa contro la squadra allenata da De Zerbi.

Eriksen

Dopo l’ultima giornata il divario con la Juventus è passato da sei ad otto punti, e le speranze, che già erano poche, dei tifosi nerazzurri, sono ora prossime allo zero. L’Inter sarà costretta a vincere, per non abbandonare definitivamente la corsa scudetto e per tenere a debita distanza un’Atalanta che sembra inarrestabile, e per farlo, Conte ha disperatamente bisogno del miglior Christian Eriksen, in cerca del primo sigillo in Serie A.

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