Alle 21.15 la Premier proporrà l’ennesimo capitolo della sfida tra Klopp e Guardiola. Ai fini della classifica, il match più importante della giornata è quello delle 19. Se il titolo è già assegnato, la lotta per l’Europa è apertissima. A Bramall Lane lo Sheffield United ospita il Tottenham in una sfida che può valere l’ultimo posto per la prossima Europa League. E alla fine dei novanta minuti la situazione potrebbe essere parecchio caotica.

Otto squadre per un posto

Nel paese del rugby abbiamo un pacchetto di mischia tra la quattordicesima e la settima posizione. Arsenal, Tottenham, Burnley, Sheffield United, Everton, Crystal Palace, Newcastle e Southampton, nell’ordine, racchiuse in 6 punti. Tutte, chi più chi meno, con la possibilità di arrivare all’ultima posizione utile per sperare nei preliminari di Europa League. Il calendario è complesso per tutte, con ben nove scontri diretti, le partite sono ravvicinate e le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo. A partire da questa sera.

Europa League

Il Tottenham di Mou

È forse la squadra favorita e ha la possibilità vincendo a Sheffield di allungare la classifica e tagliare fuori Palace, Newcastle e Southampton. Dopo due pareggi è tornato alla vittoria in casa con il West Ham (che ieri sera ha battuto il Chelsea) e soprattutto ha ritrovato il goal di Kane. La rosa è probabilmente la più completa, Kane e la sua fame di goal dopo un ritorno non semplice potrebbero fare la differenza. Il fattore decisivo saranno gli scontri diretti. Saranno infatti ben cinque su sette partite rimanenti. La capacità di Mourinho di trarre il meglio dai propri giocatori nei momenti topici della stagione sarà fondamentale.

Europa League

La favola dello Sheffield di Wilder

L’unica cosa che hanno in comune Tottenham e Sheffield United è il ruolo centrale dell’allenatore. Se di Mou conosciamo tutto, Wilder è quasi uno sconosciuto per chi segue poco il calcio inglese. È abituato a lavorare senza grossi budget nelle categorie inferiori e si è guadagnato la Premier a suon di stagioni strepitose. La squadra è più o meno quella che ha vinto la League One. Squadra tatticamente molto preparata, ha un gioco semplice, ma non per questo noioso, il cui simbolo è il regista ex United Norwood. La ripresa è stata dura, con due sconfitte nette. La partita contro il Tottenham sarà difficilissima, ma è la grande occasione di rilanciarsi, mettendosi in testa nella corsa all’Europa League. Nella città dell’acciaio, la classe operaia del calcio potrebbe scalzare le big e trovare l’Europa da neopromossa.

L’Arsenal e il jolly FA Cup

I gunners di Arteta si sono ripresi dopo le brutte sconfitte contro City e Brighton, ma non fanno della continuità il loro marchio di fabbrica. Se è vero che possono trarre vantaggio dagli eventuali passi falsi delle rivali, di contro hanno però un calendario molto difficile, se non per l’ultima giornata col Watford. Il punto di forza della squadra è la qualità in fase offensiva, con Aubameyang in gran forma. Sforzi offensivi spesso vanificati da una difesa tutt’altro che solida. I londinesi possono giocarsi però un jolly importante in FA Cup. La vittoria darebbe il pass per i gironi di Europa League. Certo, bisogna battere il City in semifinale (e in campionato non è finita benissimo) e una tra United e Chelsea in finale. La situazione non è la più semplice, ma il destino è di fatto nelle loro mani. E non è necessariamente un vantaggio.

L’Everton di Carletto Ancelotti

Dall’arrivo del tecnico di Reggiolo i Toffees hanno cambiato marcia dopo un inizio sotto le aspettative. Alla ripresa hanno fermato il Liverpool campione e battuto il Leicester, rilanciandosi pesantemente per l’Europa League. Hanno una buona rosa, abbastanza profonda, anche se manca forse la punta di diamante per essere alla pari con Tottenham e Arsenal. Il compito di fare la differenza è demandato soprattutto a Richarlison (in dubbio per la prossima partita col Tottenham per un infortunio), con il supporto di Calvert-Lewin e Sigurdsson. Come per il Tottenham, il valore aggiunto sarà sicuramente Ancelotti, per capacità ed esperienza. Basterà a colmare il gap tecnico e di classifica con le più quotate londinesi?

Europa League

Newcastle: la possibile sorpresa

La campagna acquisti è stata importante a livello economico, ma la squadra di Steve Bruce ha fatto fatica ad ingranare. Soprattutto non è mai riuscita ad essere continua, se non nelle ultime partite. E potrebbe essere il momento migliore per trovare la solidità. La stella è Almiron, il centrocampo è di livello con Bentaleb, Shelvey e Longstaff, ma la rosa non è paragonabile a quelle delle londinesi. Hanno però un calendario un po’ più semplice rispetto alle rivali, che potrebbe permettere loro di recuperare qualche punto, anche se l’ultima e decisiva partita sarà contro il Liverpool. Quello che è mancato spesso durante la stagione sono stati i goal degli attaccanti, chissà che non sia il figliol prodigo Carroll, recuperato per questo finale di stagione dall’ennesimo infortunio, l’uomo della provvidenza.
Andy Carroll

Burnley, Palace e Southampton: le outsider

Sono tre squadre che avevano come obiettivo la salvezza, già ampiamente raggiunta. Si ritrovano, più per demeriti altrui, ancora in lizza per l’ultimo posto valido per la prossima Europa League. Il Burnley è una squadra molto fisica, ostica da affrontare, ma che ha troppi giocatori chiave da recuperare da infortuni, soprattutto nel reparto offensivo. Le prossime due partite con Sheffield e West Ham potrebbero essere decisive. Il Southampton a livello di rosa è inferiore solo a Everton, Arsenal e Tottenham. Hanno un ottimo allenatore come Hasenhüttl e hanno ritrovato un Danny Ings in grande spolvero, finalmente in grado di rimanere lontano dall’infermeria. Calendario e classifica li mettono in una posizione di netto svantaggio, possono sperare solo in un suicidio collettivo delle squadre che li precedono. Un miracolo vero servirebbe invece al Crystal Palace di Roy Hodgson. A parte la vittoria contro un Bournemouth disastroso, sono arrivate due brutte sconfitte contro Liverpool (con record di zero tocchi in area avversaria) e Burnley. L’unico barlume di speranza può essere Zaha, ma difficilmente potrà bastare.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here