Dalla fucina di talenti blaugrana, dopo il lockdown e con la conseguente ripresa del campionato spagnolo, è emerso un giovane calciatore dalla classe cristallina. A causa del ruolo di secondo piano recitato da Arthur nelle ultime settimane, per via della trattativa imbastita prima e conclusa poi tra Juventus e Barcellona, Ricard Puig ha cominciato a prendersi la scena. Due maglie da titolare strappate nelle partite contro Celta Vigo ed Atletico Madrid per un totale di 176 minuti giocati.

Ricard Puig con Messi e Suarez

Soprattutto nella sfida contro i Colchoneros, il classe 1999 ha dato prova di grande maturità calcistica, spaziando con disinvoltura dalla propria metà campo alla trequarti avversaria. La ricerca della sfera è stata pressoché costante. I palloni toccati sono stati 90 con una precisione complessiva nei passaggi del 91,7%. A testimonianza delle capacità tecniche notevoli, spesso innescate dal suo destro fatato, il numero relativo ai dribbling è già sufficientemente orientativo. Sono stati 6 i dribbling riusciti su 6 tentati. Non perdere mai il pallone, cercando di farlo girare il più velocemente possibile per essere il faro della trama di gioco pronta a svilupparsi, pare essere il suo scopo. Specialmente ora che ha allargato il proprio raggio d’azione.

Ricard Puig con la maglia del Barcellona

Partito prima punta, infatti, per valorizzare al meglio la propria visione, gli allenatori della cantera catalana iniziano ad utilizzarlo stabilmente da centrocampista. L’obiettivo è chiaro e ben si sposa con l’evoluzione che lo stesso Puig sta cercando di compiere. Stare nel gioco per comandarlo e per muoversi in sentieri vellutati di campo. Il suo dominio ad oggi, però, è solo sul piano tecnico, dal momento che il fisico minuto (169 cm x 56 kg) non gli consente di essere un assaltatore anche da un punto di vista muscolare. A questa lacuna, tuttavia, Ricard Puig riesce a sopperire con la forza che risiede nel pensiero in grado di illuminare la manovra corale a cui partecipano tutti i suoi compagni di squadra.

Ricard Puig

Giocare prevalentemente sul corto è l’elemento imprescindibile a cui mira con una frequenza davvero impressionante. Il contesto del Barcellona, a questo proposito, sembra essere un abito cucito su misura per le sue caratteristiche già ben affermate. Sul suo conto, a Barcellona si sono già spesi tantissimi paragoni tra lui e Leo Messi. Il percorso, seppur in una fase embrionale, potrebbe essere lo stesso. Che Puig possa ricalcare le orme del fenomeno argentino non è una fantasia puramente giornalistica.

La sensazione è che il giovane talento spagnolo abbia la solidità mentale giusta per resistere ad un’analogia di così grande peso mediatico. Al netto di una struttura atletica non propriamente evoluta, dunque, Ricard Puig deve dimostrare quanto nel calcio odierno rimanga di primaria importanza la testa a dispetto del fisico e del corpo. Due componenti, queste ultime due, che senza la sensibilità nelle gambe possono fare ben poco. O nulla.  

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