È passato solo qualche mese da quando ci siamo ritrovati a dover tessere le lodi della massima lega di basket femminile americana: la WNBA. La motivazione riguardava l’introduzione di nuove riforme al fine di garantire maggiori tutele alle atlete della lega stessa. In queste ultime ore, però, è venuta fuori una storia che sembra andare ben lontano da quelli che sono i principi di questa riforma. La vicenda rappresenta, infatti, un notevole passo indietro rispetto ai progressi raggiunti a gennaio.

La WNBA, seguendo le orme della NBA, il mese scorso aveva annunciato che avrebbe disputato la stagione in una bolla, proprio come quella dei colleghi maschi. Anche in questo caso la meta scelta è la Florida: non il fantasioso mondo del Disney World di Orlando, bensì la IMG Academy di Bradenton. Il campionato nella bolla prevede 22 partite di regular season, anziché le originarie e tradizionali 36 gare. La data di inizio è fissata per il 25 luglio. A Bradenton le dodici squadre hanno modo di allenarsi, soggiornare e disputare le sfide nello stesso luogo. Una decisione, sicuramente, volta a tutelare la salute delle atlete e a ridurre, per quanto possibile, il rischio di contagio.

Elena Delle Donne e la bolla di Bradenton

È proprio a questi criteri che la lega sta venendo meno nelle ultime ore. Il polverone mediatico che si è sollevato, e che sta creando indignazione in tutti gli appassionati della palla a spicchi, vede come protagonista la MVP dell’ultimo torneo: Elena Delle Donne. Per chi non la conoscesse, è tra le migliori atlete della storia. Prima ancora di essere una star del basket mondiale, è una persona con un vissuto particolare. Di lei si è tanto parlato positivamente anche fuori dal campo. Qualche anno fa La Giornata Tipo  ha narrato la sua storia e il toccante legame che la unisce alla sorella Lizzie, affetta da una gravissima serie di handicap. All’epoca della scelta del college la cestista americana si vide costretta a dover decidere tra il basket e la famiglia.

Delle Donne e la bolla di Bradenton

Ora, però, la scelta da compiere, per l’atleta di origini abruzzesi, è ben diversa. L’attuale ala in forza alle Washington Mystics, infatti, soffre della malattia di Lyme, un’infezione batterica causata dal morso delle zecche che chiaramente rende nulle le sue difese immunitarie. Pertanto, ha provveduto a richiedere l’esonero da questa stagione. In caso positivo avrebbe percepito il suo stipendio per intero. La lega ha respinto la sua proposta, provocando sconcerto e ponendola davanti a un bivio: rischiare la vita o rinunciare allo stipendio. L’MVP si è sfogata in una lettera a The Players Tribune, scrivendo: “Il mondo dove per anni ho dato sangue, sudore e lacrime è come se mi avesse tradito”. Ha  raccontato, inoltre, di come la malattia condizioni la sua intera esistenza, costringendola ad assumere 64 pillole al giorno

È arrivato alla fine il sostegno delle Washington Mystics, campionesse in carica. La compagine ha comunicato di aver inserito Elena Delle Donne nel roster di questa stagione. Se la loro leader indiscussa dovesse decidere di non partecipare le sarà comunque garantito lo stipendio per intero. Adesso la palla passa alla numero 11: che cosa deciderà di fare?

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