Dopo una settimana a rivivere le “emozioni” lasciate da Asamoah Gyan, ritorna come ogni martedì #desaparecidos! Nelle prime due puntate abbiamo ripercorso le carriere di un grande campione, che purtroppo non ha lasciato il segno che il suo talento meritava, e dell’autodefinitosi Re del calcio. Oggi, invece, resteremo umili, provando a localizzare un calciatore che con pochissimi meriti personali è entrato nella storia dell’Inter. Ma, diciamocelo tranquillamente, pochi tifosi nerazzurri ne sentono la mancanza. Una Champions League, due Coppa Italia, uno Scudetto e un Mondiale per club… Proprio lui: McDonald Mariga.

McDonald Mariga

L’improbabile debutto svedese

Nato a Nairobi nell’aprile del 1987, Mariga muove i primi passi nelle giovanili del Tusker, senza particolare successo. A 17 anni cambia club ma senza cambiare città e firma con il Kenya Pipeline F.C. (ho provato a fare delle ricerche ma di questo club si sa solo che ha vinto la Coppa del Kenya nel 2002). Nel 2005 il keniota va dall’altra parte del mondo e si trasferisce a Enköping, cittadina di appena 20mila abitanti in Svezia. Ora, nessuno realmente sa perché uno scout dell’Enköping, squadra della terza serie svedese, si trovasse a Nairobi. I romantici potrebbero dire che possedeva un notevole estro da osservatore di talenti, io invece penso che si trovasse in Kenya per le vacanze. Ma questi sono dettagli.

Per un motivo o per l’altro, l’uomo che cinque anni dopo avrebbe messo il suo nome tra i vincitori del Triplete, si trasferì in Svezia. Dopo il difficile avvio di carriera, McDonald Mariga passa all’Helsingborg, squadra sicuramente più blasonata in Svezia e con all’attivo (al suo arrivo) quattro campionati nazionali. In quei dodici mesi colleziona 40 presenze e 6 gol, vincendo anche la Coppa di Svezia, il suo primo trofeo.

Le montagne russe a Parma

All’età di 20 anni, Mariga compie il grande salto e viene acquistato dal Parma, ma la fallimentare stagione dei Ducali si conclude con la retrocessione in Serie B, assieme a Livorno e Empoli. In cadetteria, il nativo di Nairobi trova molto più spazio e diventando titolare mette in luce un ottima fisicità, 188 cm di altezza per quasi 90 chili di peso, e una discreta vena realizzativa per un mediano. In 37 presenze segna 4 reti e a fine anno è uno degli artefici del ritorno nella massima serie del Parma, che chiude il campionato al secondo posto dietro al Bari di Antonio Conte. La stagione 2009/2010 vede Mariga giocare a intermittenza, ma durante il mercato di riparazione l’Inter acquista l’africano con la formula della comproprietà, inserendo nell’operazione Biabiany

Dall’Enköping alla musichetta della Champions League

L’arrivo di McDonald Mariga all’Inter, sotto la guida dello Special One José Mourinho, è una favola sportiva. La dirigenza nerazzurra lo porta a Milano per rinforzare la panchina e per mettere muscoli in un centrocampo composto da fuoriclasse come Stankovic, Cambiasso e Sneijder. Dopo aver esordito a San Siro in Serie A, Mariga ottiene la prima presenza (seppur da subentrato) in Champions League, negli ottavi di finale contro il Chelsea. A Nairobi e ad Enköping  in pochi avrebbero ipotizzato il keniota nelle rotazioni di un top team europeo, eppure… Qualche settimana dopo, il numero 17 nerazzurro entra a gara in corso nella semifinale di ritorno contro il Barcellona, per difendere magico 3-1 ottenuto al Meazza.

Con un campionato e una Coppa Italia già in palmarès, McDonald Mariga viene convocato per la finale di Madrid contro il Bayern Monaco. In quella che sarebbe diventata la più grande impresa della storia dell’Inter, Mariga non subentra, con Mourinho che al minuto 79 gli preferisce Sulley Muntari. Ciò nonostante, a fine partita il risultato è di 2 a 0. Il re della serata è uno solo, Diego Milito, ma tra i giocatori vicini a capitan Zanetti, ad alzare la Coppa dalle grandi orecchie, c’è anche McDonald Mariga. Sette mesi dopo arriva l’ultima grande gioia della carriera del centrocampista, quando ad Abu Dhabi entra negli ultimi minuti della finale della Coppa del Mondo per club contro il Mazembe, al posto di Thiago Motta. 

McDonald Mariga

La fine della favola e il ritiro

Dopo aver fatto parte di un gruppo entrato nella storia del calcio, la carriera di McDonald Mariga subisce una netta flessione. Prima il prestito alla Real Sociedad, dove mostra ancora un buon calcio giocando quasi tutte le partite del girone d’andata, poi il primo ritorno a Parma senza grandi prestazioni. Tra l’agosto 2012 e il maggio 2014 gioca solo tre partite, a causa anche dei numerosi infortuni. Nel gennaio 2016 ritorna in Serie B dove ritrova un equilibrio al Latina, accolto come un top player nel Lazio. Dopo le 40 presenze in cadetteria, Mariga viene acquistato dal Real Oviedo in Segunda Division e poi al Cuneo in Serie C senza mai entrare in campo. Nel 2019 l’ex numero 17 dell’Inter si ritira dal calcio giocato, a soli 32 anni, ma con un palmarès composto dal Triplete… e dalla Coppa di Svezia con l’Helsingborg! 

McDonald Mariga

L’appuntamento è per martedì prossimo con un altro desaparecido!

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