Stefano Pioli sarà l’allenatore del Milan anche per la prossima stagione! Alzi la mano chi esattamente un girone fa avrebbe scommesso anche un solo euro sulla permanenza dell’allenatore sulla panchina del Diavolo anche per la stagione 2020-21. Il Milan di fine 2019 era una squadra completamente allo sbando e tramortita dalle cinque sberle ricevute in casa dell’Atalanta in una delle domeniche più brutte dell’intera storia rossonera.

Stefano Pioli

L’umiliazione presa per mano di Gasperini e i soli 21 punti dopo 17 giornate sembravano il preludio all’ennesima rivoluzione e all’ ennesimo cambio di guida tecnica. Dopo quella sconfitta infatti, iniziò a circolare in quel di Milanello “il fantasma” di Ralf Rangnick, allenatore e dirigente tedesco pronto a guidare un altro tentativo di rinascita della squadra sette volte campione d’Europa. Con il sorgere del 2020 e l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic però, il mondo milanista è sembrato essersi capovolto, la squadra di Stefano Pioli ha iniziato a viaggiare a ritmi da Champions, “obbligando” Gazidis a tornare sui suoi passi e “abbandonare” l’idea Rangnick. A suon di gol e risultati Pioli si è ripreso il suo posto come comandante rossonero.

Stefano Pioli

Nei due mesi prima della ripresa l’allenatore ex Lazio ha potuto mettere in atto una rivoluzione tattica decisiva per il cambio di passo dei rossoneri, unita a una nuova preparazione fisica. Dal punto di vista tattico, dopo l’assoluto fallimento delle idee di Marco Giampaolo, che avevano tolto le certezze ottenute a fatica con Gattuso, è stato importantissimo il passaggio dal 4-3-3, che ormai era diventato troppo prevedibile, a un più camaleontico 4-2-3-1. Per il cambio di sistema è stata necessaria la cessione di Suso al Siviglia, l’ex numero 8 nonostante fosse la principale fonte di gioco anche nel girone di andata, appariva un corpo sempre più estraneo, limitando anche altri calciatori a occupare zone di campo non loro, ad esempio Calhanoglu.

Il turco, dopo tre anni pieni di alti e bassi e una forte discontinuità, sembra finalmente a proprio agio alle spalle di Ibra. Ora nel suo ruolo di trequartista, dalla partita col Lecce, Hakan è diventato leader tecnico e faro della manovra offensiva, stabilendo con 7 gol il suo record personale in Italia, e fornendo dalla 27° giornata anche 7 assist.

Un altro tassello imprescindibile è Frank Kessie anche lui vicino ai suoi massimi livelli visti con la maglia dell’Atalanta. L’ivoriano è in condizioni psicofisiche straripanti, nella nuova posizione nei due davanti alla difesa, insieme a Bennacer, forma una diga di grande quantità e qualità e sempre più deciso a restare in rossonero. Le più grandi sorprese di questo Milan sono certamente in attacco, imprescindibile per il cambio di marcia della squadra di Elliott è stato l’innesto di Ibrahimovic, lo svedese ha portato esperienza, infondendo nei suoi giovani compagni una maggior sicurezza. La conferma di un buon Milan passa dalla conferma di Zlatan.

Pioli ha lavorato molto bene sulla testa di giocatori, che sembravano irrecuperabili come Kjaer e soprattutto, l’uomo simbolo del nuovo Milan: Ante Rebic. Il croato era completamente ignorato da Giampaolo e anche con l’attuale tecnico per tutto il 2019 era stato relegato alla panchina, ma con l’inizio del girone di ritorno, Rebic è diventato titolare fisso e inarrestabile andando a segno per 12 volte. Fondamentale anche in questo caso Pioli, che ha convinto l’ex Fiorentina a non andare e via e aspettare la sua occasione, Stefano si dimostra bravo anche nella lettura delle partite e capace di sfruttare bene i cinque cambi.

Stefano Pioli

Dopo aver conquistato l’accesso ai preliminari di Europa League e il rinnovo, Pioli è pronto a organizzare il ”suo” Milan, provando ad agganciare la Roma, ma per farlo dovrà battere il suo “incubo” Atalanta, che un girone fa sembrava averlo condannato all’esonero, e ora lo proietta a un futuro in rossonero.

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