Terza puntata del nostro percorso di avvicinamento alla ripresa della stagione Nba 2019/20. Siamo ormai in dirittura d’arrivo, le squadre si stanno allenando nella bolla del resort Disney di Orlando e, da qualche giorno, hanno iniziato i cosiddetti scrimmage: incontri amichevoli volti a sperimentare gli schemi e soprattutto a riprendere confidenza oltre che con il pallone anche con il ritmo partita e la presenza di un avversario. Nelle scorse settimane abbiamo presentato le 5 favorite e le 5 possibili outsider; oggi invece ci occuperemo delle possibili sorprese: 5 (+1) underdog che sperano nei playoff e che, una volta raggiunta la post season, pur senza troppe pretese, cercheranno di infastidire i piani alti
Spoiler: si parlerà molto di Azzurri.

Oklahoma City Thunder (40 V – 24 S)

POSIZIONE WEST CONFERENCE: 5
GIOCATORE CHIAVE: Chris Paul     
PRO: CP3, Gallinari e Steven Adams sono scomodi per chiunque    
CONTRO: CP3 potrà restare in forma fino alla fine?

Una delle sorprese più liete fin qui della stagione. La prima senza Russell Westbrook doveva essere solo di transizione, ed il fatto che sia il numero 0 che Paul George siano stati lasciati partire in cambio soprattutto di un enorme pacchetto di scelte future ben dimostrava quali fossero i progetti della dirigenza di OKC: dimenticarsi gli anni di Westbrook-Durant (e poi PG) e ripartire da zero a medio-lungo termine. “Peccato” però che in queste trade siano arrivati oltre a buonissimi giovani come Shai Gilgeous-Alexander, due veterani niente male come il nostro Danilo Gallinari e soprattutto Chris Paul. Essi infatti hanno trovato equilibri e capacità di rendere al massimo in un ambiente molto sereno ed entrambi hanno dimostrato di avere ancora tantissimo da dire nella lega. I Thunder hanno occupato stabilmente la zona playoff fino a marzo e non hanno alcuna intenzione di buttarsi via ora.

Utah Jazz (41 V – 23 S)

POSIZIONE WEST CONFERENCE:4
GIOCATORE CHIAVE: Donovan Mitchell    
PRO: Squadra decisamente attrezzata per i playoff    
CONTRO: La vicenda Gobert-Coronavirus potrebbe aver spaccato lo spogliatoio

La vicenda dell’interruzione del campionato causa pandemia di Covid-19 è legata a doppio filo alla franchigia di Salt Lake City, poiché fu proprio Rudy Gobert (autore peraltro di quello squallido teatrino in sala stampa per sminuire la malattia) il primo giocatore positivo della lega. Un vero peccato perché i Jazz avevano le carte in regola per poter essere una mina vagante dei playoff, grazie appunto al lungo francese (miglior difensore in carica), alla regia di Mike Conley e soprattutto ad un Donovan Mitchell finalmente pronto ad essere un uomo franchigia. Tuttavia però i comportamenti di Gobert e i successivi contagi interni alla squadra hanno profondamente spaccato lo spogliatoio, e questo sicuramente nuocerà alla squadra dello Utah, che però avrebbe tutte le potenzialità per stare ai piani alti. 

New Orleans Pelicans (28 V – 36 S)

POSIZIONE WEST CONFERENCE: 10 
GIOCATORE CHIAVE: Zion Williamson    
PRO: Bacino di talento potenzialmente letale    
CONTRO: manca un veterano in grado di guidare una squadra nelle partite decisive

Dopo la First Pick al draft trasformata in Zion Williamson, uno dei rookie con intorno più aspettative dai tempi di LeBron e lo scambio che ha portato in Louisiana talenti come Brandon Ingram e Lonzo Ball, i pellicani venivano indicati ad inizio stagione come una delle squadre da seguire con più attenzione. Purtroppo l’infortunio del centro proveniente da Duke ha fatto sì che potessimo godere di New Orleans al completo solo da gennaio, ma le sensazioni sono apparse subito positive e i playoff non sono certo utopia. In questo sistema in evoluzione gioca un ruolo importante anche il nostro Niccolò Melli, che alla sua stagione di debutto ha saputo ritagliarsi i suoi minuti. I giovani terribili della Louisiana saranno un cliente scomodo per chiunque.

Dallas Mavericks (40 V – 27 S)

POSIZIONE WEST CONFERENCE: 7
GIOCATORE CHIAVE: Luka Doncic
PRO: Se Porzingis è al 100% l’asse con Doncic è stellare   
CONTRO: la tenuta fisica del lettone; senza di lui il solo Doncic basterebbe?

La squadra più europea d’America potrebbe essere una di quelle che più ha beneficiato della sospensione. Questi mesi di riposo forzato infatti potrebbero aver permesso ad una delle sue 2 star, Kristaps Porzingis, di recuperare al 100% la condizione precedente il gravissimo infortunio al ginocchio subito in maglia Knicks. Sarà lui, insieme a Boban Marianovic, il lungo che dovrà servire come spalla a Luka Doncic che, pur solo alla sua seconda stagione oltreoceano si sta già dimostrando un fuoriclasse assoluto, tale da poter mettere in difficoltà chiunque. Rick Carlise ha saputo mettere assieme uno spartito che permetta al suo fenomeno di esprimersi al meglio ed il lavoro dei due lunghi, dotati comunque di una discreta tecnica (il lettone in primis) sarà necessario proprio per liberare spazio all’ex Real Madrid. L’eurobasket conquisterà il Nuovo Mondo?

Brooklyn Nets (30 V – 37 P)

POSIZIONE EAST CONFERENCE: 7
GIOCATORE CHIAVE: Caris LaVert    
PRO: squadra ambiziosa e già con un buon record acquisito    
CONTRO: assenze pesantissime e roster ridotto all’osso

Presenti in questa lista un po’ per diritto acquisito, in quanto la posizione in cui sono stati da noi collocati è una media tra la squadra che potrebbe essere al completo (assolutamente da top 5) e il roster che si presenta ad Orlando, poco più che imbarazzante. Ad inizio stagione abbiamo lodato i Newyorkesi per essersi assicurati due tra i free agent più ambiti, salvo poi dovervi rinunciare nel momento clou. In realtà su Kevin Durant, dopo la rottura del tendine d’Achille, le speranze per questa stagione erano scarse, (anche se considerato quanto potrà andare lungo il finale di stagione forse si poteva azzardare). Tuttavia una stagione così complicata anche da Kyrie Irving è stata una grossa delusione ed essendo anch’esso rimasto a casa da Disneyworld ora toccherà a Caris LeVert cercare di salvare la faccia dei Nets.

San Antonio Spurs (27 V – 36 S)

POSIZIONE WEST CONFERENCE: 12   
GIOCATORE CHIAVE: DeMar DeRozan   
PRO: mai dare per morta la mentalità Spurs e di Popovic   
CONTRO: stagione fin qui ben al di sotto delle aspettative

Anche qui, dentro alla lista soprattutto per diritto acquisito. Non si può non citare infatti la squadra allenata da Gregg Popovic, che l’anno scorso nonostante una stagione così così ha fatto segnare il record di presenze consecutive ai playoff e che proverà fino all’ultimo a non restare fuori dalla post season per la prima volta in più di 20 anni. Certo, i texani sono ben lontani dai fasti di qualche stagione fa, ma qualche buon giocatore c’è e i playoff, pur difficilissimi, non sono impossibili. Sarà fondamentale vedere quanto sarà in grado DeMar DeRozan di prendere per mano i suoi, aiutato da un mix di veterani come Lamarcus Aldridge, Patty Mills ed il nostro Marco Belinelli, o giovani in rampa di lancio come Looney Walker. Con il vero top player, Pop che ancora una volta proverà ad essere il valore aggiunto dalla panchina.

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