Ora possiamo dirlo: si ricomincia. Vi abbiamo tenuto compagnia nelle ultime settimane cercando, con le precedenti puntate del nostro NBA #roadtoOrlando, di presentarvi le squadre più attrezzate e chi poteva inserirsi a sorpresa nella lotta per le finals o comunque per i playoff. Oggi, nella giornata in cui finalmente si riprende a far sul serio, cerchiamo di tirare un po’ le somme di quello che si è visto in questi giorni, per capire grazie alle indicazioni (certamente parziali) dateci dalle amichevoli fin qui disputate, come stanno le varie squadre dopo mesi di inattività, chi ha cambiato qualcosa a livello di giocatori e tattico, chi si è rinforzato e chi sembra invece più indietro di preparazione.



Le novità: Lakers-Nuggets

Se già in precedenza davamo i Lakers come una delle principali candidate al titolo, l’impatto che hanno avuto in queste prime uscite i nuovi arrivi non possono che spaventare ancor di più i rivali dei gialloviola. Infatti Dion Waiters e soprattutto J.R Smith, che riabbraccia il vecchio compagno LeBron James con cui vinse il titolo a Cleveland, sono apparsi in grado di alzare davvero il livello del backcourt dei californiani. Se l’ex Miami potrà dare un ottimo contributo in uscita dalla panchina, sarà ancora più fondamentale invece l’impatto di J.R, chiamato grazie alla sua abilità dall’arco a dare quei punti che l’assenza di Avery Bradley potrebbe aver tolto. 

Un’altra squadra che pare aver giovato di questa sosta sono i Denver Nuggets, che durante questa specie di pre season hanno approcciato il ritorno in campo proponendo un’idea di basket completamente in contrasto coi tempi: giocando con un quintetto di soli lunghi e Nikola Jokic come play. Per quanto possano contare queste partite, la cosa è parsa funzionare ed ha messo in luce il talento di Bol Bol; figlio di Manute e gran protagonista di queste ultime uscite.

Le certezze: James Harden, la cooperativa Raptors e l’EuroMavericks

Chi sembra non aver minimamente risentito di questa sosta è il barba James Harden, che anche nelle ultime uscite ha viaggiato a medie punti stratosferiche confermando che la posizione di partenza degli Houston Rockets non rispecchia il vero valore dei texani, i quali possono essere davvero il terzo in comodo nella lotta alla West Conference. In buona forma appaiono poi i campioni in carica dei Toronto Raptors che, pur senza fuoriclasse come quelli citati in precedenza si affidano alla vecchia guardia della scorsa stagione per dimostrare che, perso Kawhi Leonard, la voglia di restare protagonisti non se n’è andata.  

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E non se n’è andata nemmeno l’intesa tra i tre europei dei Dallas Mavericks, guidati da un super Luka Doncic ma anche da un fondamentale Boban Marianovic e da un Porzingis che pare aver recuperato al 100% grazie alla sosta.
Infine, tra quelle squadre che hanno piacevolmente sorpreso durante la preparazione non si può non menzionare gli Utah Jazz che, a giudicare le prime uscite, hanno definitivamente risolto gli attriti tra Gobert e Mitchell.

I dubbi: Clippers, Heat, 76ers

Chi invece avrà una certezza in meno, almeno per le prime partite, saranno i Los Angeles Clippers, che perderanno una pedina fondamentale come Lou Williams, il quale dovrà scontare 10 giorni di quarantena per essere uscito dalla bolla. Certo, per i losangelini questo non vuol dire mettere a rischio stagione o playoff, però gli uomini di Doc Rivers avrebbero sicuramente preferito evitare una partenza con handicap.

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Qualche dubbio può essersi insinuato anche tra le file dei Miami Heat e dei Philadelphia 76ers. Certamente occorre fare una distinzione: la pressione e le aspettative su Butler e compagni è forse minore, mentre Philly convive ormai da un paio di stagioni col bisogno di dimostrare che il process sta dando qualche frutto. Le amichevoli hanno lasciato qualche dubbio perché in entrambi i casi non si è ben capito il reale valore delle squadre e, anche se si tratta pur sempre di amichevoli, il fatto che a poche ore dall’inizio delle partite che contano non ci sia ancora una dimensione chiara del livello non è un buon segnale.

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In ogni caso, di questa ripresa si è detto tanto e non è detto che non riemergono dubbi da qui in avanti. Ma ora conta solo una cosa: a mezzanotte e 30 italiane Pelicans-Jazz sarà la prima palla a due dell’Nba post Covid. Per gli appassionati, al momento l’importante è solo quello

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