Una vita e mezzo dopo l’ultima volta è tornato il grande ciclismo. I mesi di lockdown e poi la lunga sequel di avvenimenti non hanno fermato il grande spettacolo che le due ruote da sempre regalano facendo emozionare tutti gli appassionati. Il ritorno alle corse non poteva che essere nei tre paesi forse più simbolo del ciclismo: Francia con La Route d’Occitanie, la Spagna con la Vuelta a Burgos ed appunto l’Italia dove sono andate in sue le Strade Bianche.

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All’appello delle grandi nazioni dedite al ciclismo, mancava solo il Belgio che in assenza di gare ha però messo due suoi portacolori in copertina di questa settimana. Sono infatti Wout Van Aert e Remco Evenepoel a prendersi con forza la scena grazie ai loro successi con azioni da grandi campioni.

Ma andiamo con ordine, perché nonostante le gare siano state poche c’è subito tanta carne al fuoco da poter analizzare. Seguendo un ordine cronologico degli eventi è giusto dare a Remco ciò che questo ragazzo si merita, probabilmente tutto. A soli 20 anni il belga della Deceuninck Quick Step sta continuando a dominare ogni corsa a cui si presenta. Questa volta le vittime sono stati gli scalatori della Vuelta a Burgos, Mikel Landa, Fabio Aru, Esteban Chaves, Ivan Ramiro Sosa. Insomma tutti uomini pronti a giocarsi qualcosa d’importante da qui ai prossimi mesi ed anni.

La facilità con cui ha lasciato la compagnia sulle dure rampe del Picon Blanco, va di pari passo con i miglioramenti che in campo ogni qual volta veste il pettorale. Che i suoi orizzonti fossero davvero importanti ormai lo si capisce da tempo, ma qui si sta andando ogni più rosea aspettativa. Se pensavamo che prima di un paio d’anni per i grandi giri fosse troppo presto, dovremo ricrederci perché al prossimo Giro d’Italia questo ragazzo potrà essere protagonista anche per la vittoria.

Caldo e polvere sono sicuramente stati i protagonisti assoluti delle strade bianche. Non c’è dunque da stupirsi se a vincere è stato uno che in queste situazioni c’è nato come Wout Van Aert, che viene dal ciclocross. Nella sua vittoria c’è tanto di quanto imparato sulle ruote grasse, con l’attacco nell’ultimo tratto di sterrato a 15 Km dal traguardo che ha fatto emozionare. Per lui si tratta del primo successo nella corsa toscana dopo due terzi posti che gli avevano lasciato l’amaro in bocca.

Una giornata comunque epica, in cui la corsa è letteralmente esplosa a 60 Km dal traguardo. In questo contesto difficile vanno sottolineate le prove dei due azzurri Davide Formolo, secondo al traguardo, e Alberto Bettiol, giunto quarto. I due sono stati protagonisti sino alle ultime battute, animando in modo indelebile la corsa. Ottimi segnali in vista di una stagione corta, ma intensissima di impegni dove conta essere in forma sin da subito.

Altri segnali azzurri sono arrivati da Sonny Colbrelli che, dopo aver sbagliato, il primo colpo in Francia alla Route d’Occitanie si è imposto nella seconda volata con autorevolezza. Nella stessa corsa c’è stato anche l’esordio di Elia Viviani che tuttavia è apparso lontano dai giorni migliori. Oggi e domani le ultime due frazioni che decideranno la classifica generale. Gli scalatori pronti a sfidarsi sull’arrivo in salita al Col de Beyrede.

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La settimana del grande ciclismo, oltre alla corsa francese, è ricca di appuntamenti e culminerà sabato con la prima classica monumento della stagione, la Milano-San Remo. Il percorso leggermente variato rispetto al solito non sembra aver cambiate le caratteristiche con 300 Km tutti da vivere ed un finale aperto a tantissime tattiche diverse. L’unica certezza è che a vincere sarà il più forte e i tanti grandi nomi sono pronti a battagliare. Occhio però alle sorprese e agli attacchi in salita, magari con un’azione simile a quella di Vincenzo Nibali nel 2018. Julian Alaphilippe proverà a concedere il bis, ma la sua condizione alle recenti Strade Bianche non è apparsa la medesima di 15 mesi or sono.

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