Nella tarda serata italiana si è giocata Denver-OKC. Al di là del risultato del campo, che ha visto la squadra del Colorado prevalere in overtime per 121-113, la vera notizia è la prestazione di Michael Porter JR. Tanti punti (37) con percentuali altissime (12/16 dal campo e 4/6 da 3) e ben 12 rimbalzi. A questo si aggiunge il +25 di plus/minus, per quanto non sia la statistica più importante. Una prestazione di questo tipo da parte di un rookie a Denver non si vedeva dai tempi di Melo. Una grande notizia, non per il talento, mai stato in discussione, ma per la sua storia.

Missouri-Washington andata e ritorno

Questo il percorso seguito da Michael Porter JR all’high school. Tutto al seguito del padre, che in quegli anni andò alla University of Washington a fare l’assistente allenatore. MPJ è uno dei migliori prospetti americani. Il talento è cristallino e le prestazioni eccezionali. Si guadagna le convocazioni all”EYBL e al McDonald’s All-American, in cui viene nominato MVP. Brillare con gente come Trae Young, Ayton e Jackson JR, tra gli altri, non è cosa da poco. Chiude l’ultimo anno vincendo il titolo nazionale di Washington, guidato per altro da un allenatore d’eccezione: Brandon Roy. Tutto questo lo rende unanimemente un “five star prospect” per il college. Dopo essere stato ad un passo da Washington, decide di seguire il padre e viene reclutato da Missouri.

Michael Porter JR

L’inizio del calvario

L’esperienza al college di Michael Porter JR dura di fatto un tempo. Tanto basta per metterlo KO. Un infortunio alla schiena lo costringe ad operarsi. In realtà riuscirà a tornare, contrariamente a quanto fosse normale aspettarsi. Gioca altre due partite, i quarti di conference e la prima partita del Torneo NCAA. Due sconfitte e due prestazioni sottotono, in cui appare lento, limitato dal grave infortunio e da un recupero forse frettoloso. Se da un lato questo fa vedere a tutti la sua voglia di tornare sul parquet, dall’altro spaventa ulteriormente gli scout NBA. Si riprenderà o avrà una storia simile al suo sfortunatissimo mentore Brandon Roy, il più grande “what if” della NBA moderna?

Il draft, Denver, l’operazione

Per gli analisti il talento sarebbe più che sufficiente per essere scelto davanti anche a gente del calibro di Doncic e Young. I grossi dubbi sulla sua tenuta fisica fanno però desistere molte squadre. La bandiera rossa messa dagli scout sulla sua schiena spaventa un po’tutti. Finché alla 14 I Nuggets non decidono che a quel punto vale la pena rischiare di sceglierlo. High risk, high reward, come dicono negli States. Michael Porter JR può quindi iniziare la sua carriera NBA. Anzi no. La schiena deve essere operata di nuovo e la stagione non la inizia nemmeno. Qualcuno vede i fantasmi di altre prime scelte come Roy o Oden, ma a Denver sanno di dover essere pazienti e che non serve affrettare il rientro, ma mettere il ragazzo nelle condizioni fisiche di poter esprimere il suo straordinario talento.

Michael Porter JR

La stagione da rookie, il lockdown e il ritorno nella bolla

Il 2019-2020 è di fatto la stagione da rookie per MPJ. L’inizio è lento, minuti ne trova pochi, anche perché con Milsapp e Grant la concorrenza non manca. Con l’assenza del primo, a fine anno, trova il suo primo quintetto contro Sacramento. 19 punti e soprattutto la sensazione che quel talento non si sia perso tra un’operazione e l’altra. A rallentarlo ci si mettono prima la caviglia, poi il lockdown. Poi arriva ieri. 37 punti, 12 rimbalzi, ma soprattutto la presenza costante nei 44 minuti giocati. Importanti le due triple con cui riporta l’inerzia dalla parte di Denver nel secondo tempo, dopo che OKC sembrava aver preso in mano le redini del gioco. Alla fine mette anche i due liberi che di fatto chiudono definitivamente la partita al supplementare. Una prestazione che fa passare in secondo piano anche la tripla doppia del solito Jokic. L’occasione delle assenze di Harris e Murray su tutti per ora è stata sfruttata. Ora però dovrà dare continuità, che lui può e vuole dare al suo gioco. Deve essere solo il primo passo. Un avviso alla lega: “sono arrivato”.

Michael Porter JR

Un futuro ancora tutto da scrivere

Quella di stanotte è stata una straordinaria dimostrazione di talento offensivo. Michael Porter JR è un giocatore che può fare tutto. Tiro naturalmente fluido e pulito, con percentuali altissime, e atletismo, nonostante le due operazioni alla schiena, lo rendono pericoloso da qualunque zona di campo. Sa anche passare molto bene la palla, sia dal palleggio che ad evitare i close out, che sono stati e saranno sempre più frequenti su di lui se continuerà così. Atletismo e centimetri sono dalla sua anche a rimbalzo, come testimoniato anche dalla doppia cifra. Dove deve migliorare è la difesa, dove è spesso messo in difficoltà. Ma non ci si poteva aspettare molto di più. Se in attacco il talento da solo è una solida base di partenza, per la difesa il lavoro in palestra è fondamentale. Per un rookie è sempre difficile, soprattutto se non si ha fatto un percorso lungo al college, a meno di spiccate doti naturali. E Michael Porter JR viene da due anni di stop. Può e deve nel futuro prossimo lavorare su questo aspetto per permettersi di stare in campo contro chiunque anche ai playoff, sarebbe uno spreco fermarsi nella crescita. Ma per ora, possiamo accontentarci di vederlo esprimere tutto il suo talento e stare bene. Incrociando le dita, nella bolla potrebbe essere appena (ri)nata una stella. 

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