Nei giorni scorsi la Lega Calcio ha ufficializzato l’inizio del campionato di Serie A 2020/2021. La prima partita sarà sabato 19 settembre a meno di un mese e mezzo dall’11 agosto, giornata in cui abbiamo visto retrocedere il Lecce e salvarsi il Genoa di Davide Nicola. Non si poteva fare altrimenti, nonostante alcuni presidenti avessero ipotizzato un avvio il 3 ottobre, data però troppo “in là”. Ciò che tutti sappiamo è che il prossimo campionato sarà di difficile gestione e, in linea di massima, dai rimi più simili al calcio post lockdown rispetto a quanto siamo abituati nella normalità. Dopo queste premesse risulta interessante capire come si muoveranno le società sul mercato, non tanto per quanto riguarda i nomi bensì sulle strategie vere e proprie!

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La sessione “estiva” di calciomercato

Nonostante le squadre si siano già mosse in queste settimane, l’avvio ufficiale della sessione di calciomercato è fissata per martedì 1 settembre (in una situazione normale il 2 settembre sarebbe dovuto terminare) e finirà lunedì 5 ottobre all’Hotel Sheraton San Siro di Milano. Fin qua niente di particolarmente confuso: si è spostato in avanti l’inizio della Serie A è di conseguenza anche il termine ultimo per arricchire la rosa. Anche in termini di compressione il calciomercato estivo seguirà le orme del campionato, passando dai classici due mesi a poco più di trenta giorni

Grandi campioni sì o no?

Questa è la domanda che interessa di più i tifosi e che allo stesso tempo sta movimentando le strategie tecniche delle società. A seguito di quanto detto poc’anzi, sarà difficile assistere ad una sessione di calciomercato standard e ci saranno alcune particolarità che ora proveremo ad analizzare. Innanzitutto, sarà molto difficile vedere avvicendamenti in panchina tra i top team e tra le compagini che stanno ancora concorrendo per le coppe europee e/o quelle che dovranno fare i preliminari i primi giorni di settembre. Non stiamo parlando solo di squadre italiane, ma più in generale di club del Vecchio Continente.

Altro punto fondamentale è quello riferito ai top player che necessariamente si muoveranno meno rispetto al solito. I motivi? Banalmente, in primis, le questioni relative alle trattative che di solito per giocatori di livello mondiale non sono né immediate né indolori e che innescano altre operazioni altrettanto complesse. A meno che non siano trattative già intavolate negli scorsi mesi e ad oggi non ci sono campioni da “150 milioni” esplicitamente in uscita dai loro club (forse Griezmann?) sarà complesso trovare una quadra attorno a questi affari. Inoltre, bisogna considerare i tempi di inserimento dei giocatori in sistemi che necessariamente seguiranno l’impostazione consolidatasi in queste ultime battute di stagione.

Acquisti mirati per allungare la rosa

Uno dei leitmotiv del calcio post lockdown è stato il numero elevato di giocatori infortunati. Giocare ogni tre giorni ha fatto sì che molti allenatori si siano trovati ad inventarsi soluzioni alternative, spesso con risultati dubbi. La stagione 2020/2021, come detto in precedenza, in quanto a ritmi non sarà poi così più flessibile e la mole di partite sarà sempre consistente. D’altronde, si comincia il 19 settembre, alcune compagini giocheranno le coppe europee, la Coppa Italia va studiata e per quanto non sia di primaria importanza andrà comunque disputata. In un’annata normale si sarebbero potute ridurre le soste per le nazionali, ma a giugno, salvo imprevisti, dovrebbe cominciare Euro 2021e giustamente Roberto Mancini dovrà avere delle finestre per preparare la competizione.

Per questi motivi, molte società punteranno prima di tutto a puntellare le rose con giocatori esperti e/o in grado di fornire profondità e cambi di spessore. Se solitamente una squadra che non gioca le coppe può ritenersi a posto con un numero di giocatori da ruotare attorno alle 22 unità, quest’anno ne serviranno non il doppio ma almeno una trentina. Discorso diverso per i club impegnati in Europa che necessiteranno di almeno tre giocatori validi per ruolo, possibilmente anche quattro (e già si farà fatica). Detta in parole povere: questa sessione di mercato vedrà pochi colpi da prime pagine dei giornali e tanti acquisti “minori”. Non è da escludere che qualche campione possa muoversi, ma abituiamoci già ad un periodo dove le società si concentreranno in primis nel rinnovare i contratti dei big e fornire agli allenatori una rosa profonda.

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