Finalmente, dopo tanti discorsi, classifiche e pronostici, è tornato a parlare il campo. La stagione di Nba più lunga e strana di sempre è ricominciata e, nella bolla di Orlando, dopo poco una decina di giorni di partite si può già valutare il comportamento delle franchigie impegnate. Dunque, sfruttiamo questi primi incontri per vedere cosa ci ha detto questa prima settimana di partite, chi ha ripreso da dove aveva lasciato, chi ha sorpreso e chi invece ha deluso.

Le conferme

Se c’era una squadra che aveva bisogno di conferme, e le ha trovate, sono i Toronto Raptors. I Canadesi infatti, secondi in East Conference, devono convivere con lo spettro del titolo vinto l’anno scorso, dimostrando che non è stato solo grazie a Kawhi Leonard ed agli infortuni di Klay Thompson e KD, ma che ci hanno messo del loro. Kyle Lowry e soci sono ora una squadra in missione e probabilmente col miglior gioco collettivo della lega. Il risultato è una striscia di 5 vittorie consecutive nelle prime 5 partite.  

Nba ladder

Ed in missione appaiono anche i San Antonio Spurs, alla ricerca dell’ennesima post season che fino a marzo sembrava quasi impossibile. Nel nostro ranking pre Orlando avevamo spiegato come mai non potevamo lasciare Pop e i suoi fuori dalle possibili candidate ai playoff, e i fatti stanno dicendo che i texani sono ormai a ridosso dell’ottava posizione. 

Tra le altre che appaiono in forma non si possono non citare i Portland Trailblazer di un Damian Lillard davvero On fire e forse ad oggi il giocatore ad aver avuto il maggior impatto sulla ripresa. Infine, Giannis e i suoi Milwaukee Bucks, che tra alti e bassi sembrano la contender più avanti in questo momento.

Le delusioni 

Tra le squadre che più hanno deluso in questa prima settimana Nba, non fosse altro per l’elevato carico di aspettative su di esse, ci sono le due franchigie losangeline: Lakers e Clippers. Per capire cosa non va partiamo dal derby che ha riaperto la Nba giovedì scorso.

L’highlight che più ha circolato su quella partita è stata la difesa magistrale di LeBron James sulle due superstar avversarie: Kawhi Leonard e Paul George. Da quell’immagine, e dalle successive partite si può intuire una cosa: almeno difensivamente i gialloviola dipendono ancora troppo dal King e questo, soprattutto in una sprint race com’è questo finale di stagione, può essere un problema.

Nba ladder

Anche i cugini non convincono ancora appieno. Certo, essi possono recriminare per l’assenza di Montrezl Harrel e prima di Lou Williams, ma in generale è tutta la squadra ad a non sembrare costante, come hanno dimostrato le sconfitte coi Lakers e soprattutto contro i Suns. La speranza in casa Clippers è che Leonard, come già fatto in passato, alzi il livello del suo gioco in post season.

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Tra le delusioni citiamo infine una squadra che in realtà anche prima della sospensione dei campionati aveva fatto meno del previsto: i New Orleans Pelicans. Il perché delle difficoltà è qui presto detto: la prima scelta assoluta dell’ultimo draft, Zion Williamson, è totalmente fuori condizione, tanto da essere al momento fuori quintetto. Vedremo se il recupero del prodotto di Duke consentirà a Nik Melli e compagni di afferrare all’ultimo il treno playoff.

Le sorprese

Concludiamo con la squadra ed i giocatori che più hanno stupito in questa prima settimana Nba. Avevamo detto che fino a ieri solo 2 squadre potevano contare su un record di sole vittorie dal ritorno in campo: Toronto Raptors e…Phoenix Suns! Guidati da un Devin Booker in stato di grazia (Vedere il canestro della vittoria in faccia ad un certo Paul George), da intrusi al 13 posto si sono portati al decimo, potenzialmente ad una sola vittoria dallo spareggio valevole per quei playoff che mancano ormai da anni.

Non solo squadre rivelazione però: diversi giocatori Infatti sono arrivati ad Orlando in sordina per prendersi lentamente la scena. Abbiamo scelto dunque i due più sorprendenti. Il primo di questi è T.J Warren, che dagli sfottò di Jimmy Butler pre lockdown è passato ad essere il primo giocatore a mettere più di 50 pti in un incontro nella bolla. Merita poi una menzione pure Michael Porter jr., che ha approfittato di alcuni infortuni per imporsi finalmente come giocatore importante per la sua Denver grazie a due coppie doppie da più di 30 pti consecutive. Finalmente in Colorado potranno contare sul suo Rookie dopo le difficoltà di inserimento degli scorsi mesi.

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