Facciamo un viaggio indietro nel tempo e torniamo allo scorso 22 ottobre: siamo alla fine del girone di andata di Champions, precisamente all’Etihad di Manchester, dove un grandissimo City ha appena dato “una cinquina” alla “Cenerentola” Atalanta. La squadra bergamasca lascia l’Inghilterra con l’ultimo posto del girone condito da 2 gol fatti e ben 11 subiti. Sembrava la fine del sogno, sembrava la fine di una bellissima favola, e invece, erano solo i primi 3 capitoli di una storia che da lì in poi, è diventata straordinaria. Col Paris Saint Germain, dopo i mesi difficili causa coronavirus, Bergamo è pronta a regalarsi un’altra pagina indelebile, viaggiando idealmente con la squadra a Lisbona, trascinata ancora una volta dal Papu Gomez, leader tecnico e carismatico dei nerazzurri.

Atalanta

Al momento del sorteggio le insidie erano molte e il PSG rappresentava la squadra più pericolosa tra le meno pericolose, per la lunga inattività e per le assenze dello squalificato Di Maria e dei partenti Cavani e Meunier che non avevano prolungato i loro contratti in scadenza fino al termine della stagione. I problemi in casa parigina sono anche aumentati: oltre alle tre assenze sopracitate, Tuchel, che negli ultimi giorni ha subito una distrazione alla caviglia, deve fare i conti anche con un’infermeria affollata in vista del match del 12 Agosto. Nella finale di Coppa contro il Lione hanno infatti riportato infortuni Icardi, Mbappé e Kurzawa e poi si è fermato nei giorni successivi anche Verratti. L’ex capitano interista è il più vicino al recupero, mentre i 2 francesi e l’ex Pescara sembrano destinati a dare forfait per il quarto di finale.

Anche se questi diversi fattori fanno ben sperare nel passaggio del turno della Dea, va tenuto conto che la squadra di Gasperini è apparsa abbastanza stanca nel finale di campionato e contro le due squadre migliori del campionato, Juve e Inter, e la più in forma, il Milan, sono arrivati solo 2 punti. Vista l’assenza di Ilicic, autentico mattatore dell’ultima serata europea dell’Atalanta, il 4-3 in casa del Valencia, sarà fondamentale trovare il Papu in ottima forma, un Zapata e un Muriel con il giusto killer instinct e una difesa più solida del solito. Sarà importante provare a recuperare Gollini, ma sarà la mole offensiva che dovrà fare la differenza.

La squadra di Gasperini arriva a Lisbona con la certezza di essere uno dei migliori attacchi tra le 8 rimaste, dall’alto dei 98 centri in campionato, con Muriel e Zapata capaci di andare in rete 18 volte a testa. Luis è un cecchino entrando dalla panchina, con Gosens e Malinovskyi e Pasalic a un passo dalla doppia cifra e con Gomez che, oltre a 7 reti, ha anche fornito 16 assist vincenti. Oltre alla qualità offensiva, la squadra di proprietà dei Percassi dovrà recuperare la sua condizione fisica migliore per attuare la solita pressione asfissiante che manda in tilt gli avversari e che, contro un PSG con parecchie assenze e con alle spalle una sola partita ufficiale, potrebbe risultare decisiva.

Atalanta

Una volta passato l’ostacolo Paris, per l’Atalanta si aprirebbero prospettive assolutamente inimmaginabili anche solo un paio di anni fa. In semifinale la aspetterebbe una tra Atletico Madrid e le altre underdogs di questa final eight: il Lipsia e il Lione. Prima di pensare a un’eventuale e storica semifinale, Gasperini e i suoi dovranno dare il 200% per provare a superare una delle squadre da anni favorite per la vittoria finale e che nonostante gli ingenti investimenti, negli ultimi anni non ha mai superato i quarti di finale, subendo anche clamorose rimonte come l’1-6 in casa del Barcellona o il 2-3 dello scorso anno contro il Manchester United.

L’Atalanta vola a Lisbona per restarci il più possibile e per continuare il sogno cominciato a settembre, provando a scrivere altre pagine di un libro fantastico, dal titolo: “Le imprese dell’EuroDea” e regalare una gioia sportiva alla sua gente, dopo mesi di sofferenza.

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