Per il settimo appuntamento della nostra settimanale rubrica #desaparecidos è giunto il momento di parlare di Italia e di un azzurro che nel 2012 era diventato importante nelle strategie dell’ex C.T. Cesare Prandelli. Trequartista di grande estro che ha reso molto meno in relazione al suo talento. Oggi parliamo di Alessandro Diamanti, Alino.

Alessandro Diamanti

La gavetta infinita

La carriera di Alessandro Diamanti è senza dubbio caratterizzata dall’esplosione tardiva del centrocampista di Prato. Dopo la lunga esperienza in tenera età nelle giovanili del Santa Lucia, Alino passa al Prato dove inizia a sentire profumo di professionismo. Fa il suo esordio per pochi minuti in C2 con la squadra della sua città che però, negli anni successivi, non punta su di lui e comincia a mandarlo in giro in prestito. In Serie B con l’Empoli rimane a secco di presenze e così Diamanti fa addirittura due passi indietro finendo al Funecchio, in Serie D. Tra serie minori e scarso minutaggio, la carriera di Alino procede così fino al 2004, con il ragazzo già 21enne e in cerca di un’occasione a buoni livelli. La chance arriva nel giugno 2004 quando passa in comproprietà all’Albinoleffe che, in quella stagione, militava in Serie B. 

Finalmente in Serie A

Dopo la prima buona annata in Lombardia, Alessandro Diamanti finisce ai margini del progetto e nel 2006 ritorna a Prato per giocare in Serie C, l’ennesimo passo indietro. Nel luglio 2007 viene acquistato dal Livorno, compagine neopromossa in massima serie, dove Alino si guadagna la prima vera occasione della sua carriera. In Toscana mette in luce un ottimo talento, genio, unito ad una buona dose di sregolatezza, ma diventa subito un faro per la squadra e un uomo carismatico nello spogliatoio. Ciò nonostante, in quella stagione il Livorno termina il campionato in ultima posizione, lontano sette punti dalla salvezza e per questo Diamanti ritorna sfortunatamente in B dove gioca da protagonista segnando 20 gol in 39 partite in stagione. Nel 2017, Diamanti ha dichiarato di essere innamorato della città di Livorno e di tifare ancora per i toscani, lasciando spazio anche per un possibile ritorno che si verifica nel 2018, quando Alino si trovava già nella fase calante della sua carriera.

Alessandro Diamanti

Da Livorno a Londra

Con i dread che lo contraddistinguevano, Diamanti si trasferisce a Londra, al West Ham, voluto a tutti i costi dall’allenatori Gianfranco Zola. In Premier gioca una stagione segnando 8 gol in 29 presenza ma poi decide di tornare in Italia. Pochi mesi fa, Diamanti ha dichiarato di aver compiuto un grandissimo errore nel tornare in Serie A dopo un solo anno in Inghilterra. La vera maturità calcistica però la acquisisce proprio approdando al Bologna, dopo un anno al Brescia, dove diventa un leader e uno dei giocatori più interessanti del campionato. A 28, finalmente, Alessandro Diamanti trova un equilibrio nella Dotta, scatenando l’interesse di alcuni top team italiani come Juventus e Milan, sempre rifiutati da Alino. Con i rossoblù gioca quasi 90 partite e ne diventa il capitano, ma l’avventura termina dopo tre anni a causa delle sirene cinesi che in quei mesi si stavano corteggiando molti talenti europei.

Durante gli anni a Bologna diventa anche un punto fermo della nazionale italiana, soprattutto durante la gestione Prandelli. Agli Europei 2012 colleziona tre presenze, prendendo parte anche alla mitica semifinale contro vinta per 2 a 1 contro la Germania. Nel 2013 prende parte alla spedizione azzurra in Brasile per la Confederations Cup dove l’Italia arriva al terzo posto anche grazie al gol di Alessandro Diamanti su punizione (specialità della casa) nella finalina per il bronzo contro l’Uruguay.

Il declino

Dopo Bologna, la carriera di Alessandro Diamanti subisce una netta inflessione. Al Guangzhou Evergrande domina tecnicamente ma il livello del campionato non è all’altezza di un giocatore con un background nelle massime leghe europee. Così, un anno più tardi, inizia il classico andirivieni di prestiti, dalla Fiorentina all’Atalanta, passando per il Watford. Presenze: poche. Ottime prestazioni: meno ancora. Nel febbraio 2017 viene acquistato dal Perugia dove milita per pochi mesi prima di fare il suo ritorno a Livorno, in Serie B, osannato dalla piazza, dove dimostra ancora un buon atletismo e il suo solito genio. Ma la carriera ormai era terminata.

Che fine ha fatto Alessandro Diamanti?

Dopo l’annata a Livorno, Diamanti ha deciso di cambiare completamente aria e vita, trasferendosi in Australia. Ad oggi Alino gioca nel Western United, squadra di Melbourne e poche settimane fa ha dichiarato di essere al “settimo cielo”. Meno pressioni e molto più divertimento. All’età di 37 anni Alino ha trovato il luogo dove, con ogni probabilità, passerà il resto della vita assieme alla sua famiglia e che gli ha fatto persino ammettere che non ritornerebbe in Italia nemmeno per un ulteriore capitolo a Livorno. D’altronde, Alessandro Diamanti è sempre stato uno sui generis e questa scelta di vita stupisce ma fino ad un certo punto. I suoi obiettivi per il futuro? Promuovere il movimento calcistico australiano e fare bene con il Western United. E noi non possiamo che fargli un grande in bocca al lupo!

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