Domenica sera attorno alle 21 si è conclusa una delle edizioni più avvincenti degli ultimi anni del Campionato mondiale di snooker. A trionfare è stato Ronnie O’Sullivan, il più grande di sempre, che con questo successo ha raggiunto a quota 6 Ray Reardon e Steve Davis al secondo posto tra i plurivincitori, dietro al solo Stephen Hendry. La finale contro Kyren Wilson è sempre stata nelle mani di The Rocket, eccezion fatta durante la fine della seconda sessione in cui Wilson avrebbe potuto concludere in svantaggio per 9 a 8 ma grazie alla vittoria di O’Sullivan nell’ultimo frame ha portato il londinese sul 10 a 7.

Tralasciando però il match decisivo, dopo aver osannato il sesto titolo iridato di Ronnie O’Sullivan è arrivato il momento di fare un bilancio su questo World Snooker Championship 2020. Chi ha deluso le attese? Nei prossimi giorni torneremo con i promossi!

Shaun Murphy: voto 3

The Magician è ormai da qualche anno un giocatore estremamente imprevedibile. Il talento non può essere messo in discussione, d’altronde stiamo parlando di un membro dell’élite dello snooker, uno degli 11 giocatori ad aver completato la Triplice Corona nella storia. Eppure, da qualche anno, sembra essere scemato il suo rapporto con il mondiale. Per il campione del mondo 2005, l’ultimo risultato importante al Crucible è una finale (persa contro Stuart Bingham) nel 2015. Da quell’anno Murphy è stato eliminato per tre volte al primo turno e in altre due occasioni al secondo. Troppo poco per un talento come il suo. L’eliminazione all’esordio contro Noppon Saengkham è stata senza dubbio il risultato più sorprendente della prima settimana, anche in relazione al netto 10 a 4 che non ha lasciato margini per le recriminazioni.

Ronnie O'Sullivan

Stephen Maguire: voto 4

Dopo aver parlato di Shaun Murphy ora è il turno dello scozzese Stephen Maguire, storico rivale proprio del campione del mondo 2005. Il vincitore del Tour Championship 2020 era arrivato a Sheffield come un potenziale outsider ma ha fallito l’appuntamento al primo turno contro Martin Gould. Maguire ha fatto meglio di Murphy? No. Ma se da un campione di livello assoluto come The Magician non ci si aspettava una debacle simile, sullo scozzese di Glasgow non bisogna mai scommettere in tornei così lunghi perché è il classico giocatore capace di vincere e perdere in qualsiasi modo, contro qualsiasi avversario. Tra l’altro, a parziale giustificazione di Maguire, va ricordato che storicamente Gould rappresenta un tabù per il UK Champion 2004, con un netto 10 a 4 nei testa a testa a favore del giocatore con gli occhiali.

Mark Allen: voto 5

Il nordirlandese anche quest’anno manca l’appuntamento con l’unico titolo Triple Crown mancante nel suo palmarès. Mark Allen rappresenta quel giocatore che, agli occhi di molti supporters, “ha ancora tempo per vincere il mondiale”. Essendo un classe 1986 è senz’altro vero, d’altronde il vincitore O’Sullivan è un ’75, ma nonostante ciò Allen continua da anni a mancare l’obiettivo. Anche qui, sul talento non si discute, però, facendo un banale esempio, Selby che ha solo tre anni in più del suo omonimo ha già portato a casa 12 titoli full ranking e tre mondiali in più. Sì, Allen ha tutte le carte in regola per vincere il trofeo più ambito dello snooker ma con il passare delle primavere le possibilità diminuiscono, e non poco. In questa edizione è stato anche abbastanza sfortunato contro Jamie Clarke che all’esordio ha imbucato l’impossibile e che l’ha eliminato con il risultato di 10 a 8.

mondiale di snooker

John Higgins: voto 5

A mio avviso, The Wizard of Wishaw si sta mangiando le mani come non mai. Il quattro volte campione del mondo dopo aver passato agevolmente il primo turno contro Matthew Stevens si è ritrovato in una parte di draw priva di fuoriclasse e con tre giocatori provenienti dalle qualificazioni. Le tre teste di serie che, assieme a Higgins, componevano “la parte bassa della parte alta” erano infatti già state eliminate: Gilbert out con Maflin, Lisowsky sconfitto da McGill e Allen eliminato da Clarke.

Al primo colpo d’occhio tutti ipotizzavamo una semifinale tra John Higgins e Judd Trump, rematch della finale del 2019, e invece nessuno dei due è arrivato così avanti. Il gemello scozzese in questo mondiale è apparso molto spento sia sul piano del gioco sia da un punto di vista fisico e mentale. I 45 anni si fanno sentire e a differenza di Williams e O’Sullivan le lunghe distanze non sono più il così congeniali al gioco di uno dei più grandi giocatori della storia dello snooker. L’eliminazione contro il norvegese Kurt Maflin ha messo in luce un’evidente “stanchezza” sportiva di Higgins che è arrivato ai frame decisivi senza la sua iconica grinta che l’ha reso ciò che è.

Ronnie O'Sullivan

Judd Trump: voto 6

Il campione uscente è arrivato al Crucible con una pressione non indifferente. Era il favorito numero 1 (per distacco) dei bookmakers e saldamente in testa al ranking mondiale. È attualmente il giocatore più forte del mondo ma tutti questi indizi non hanno portato Trump al back-to-back. Fenomeno sì, ma la Maledizione del Crucible non lascia scampo. A detta di chi scrive, nonostante Judd Trump sia indiscutibilmente il numero 1 di questo biennio, i favori del pronostico sono stati troppo sbilanciati, quasi che il nativo di Bristol dovesse vincere per forza.

Il Campionato mondiale di Trump, invece, non è da bocciare in toto. Senza dubbio non ha espresso il suo miglior gioco e ha faticato più del dovuto già contro Tom Ford, ma già dal match contro Yan Bingtao ha proposto un ottimo livello di snooker e una propensione alla “fatica”. Il quarto di finale contro Kyren Wilson, poi, va preso con le pinze. Ha giocato malissimo Trump? No. È più demerito del campione uscente o di Wilson? Senza dubbio merito di Wilson. Precisiamo: nei 9 frame vinti Judd Trump ha sempre realizzato almeno un mezzo centone, sinonimo di un’ottima qualità di gioco.

Siete d’accordo con queste valutazioni? Nei prossimi giorni torneremo a parlare di grande snooker! Parleremo dei promossi del mondiale appena concluso e di chi ha dato ampi segnali di crescita. 

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