15 Marzo 2015. Esordisce in Formula Uno un giovane ragazzo di nome Max Verstappen. Un cognome già conosciuto all’interno del circus, per virtù del padre, Jos, i cui risultati non furono mai determinanti nel mondo della Formula Uno. Tuttavia, si percepisce immediatamente che Max incarna qualcosa di diverso; quel diverso rappresentato dalla spregiudicatezza, dalla cattiveria agonistica e dalla fame agonistica tipiche delle generazioni moderne.

Verstappen

Ed effettivamente, quelle percezioni si dimostrano essere verità nell’arco degli anni successivi; nel 2016 già promosso da Toro Rosso alla sorella maggiore RedBull, vittoria all’esordio e 7 podi; nel 2017 2 vittorie e 4 podi; nel 2018 2 vittorie e ben 11 podi; nel 2019 3 vittorie e ben 9 podi, mentre nelle prime 6 gare del  2020 l’olandese volante ha collezionato  una vittoria, un terzo posto, tre secondi posti ed un ritiro dovuto a problemi tecnici. Una serie di risultati in ben rapida ascesa, quindi, verrebbe da dire. Ma una serie di risultati che fino ad inizio 2019 avevano, purtroppo per il talento del ragazzo, un unico massimo comune divisore: la non costanza; non costanza dovuta alla troppa voglia di spaccare il mondo se vogliamo, o magari all’irruenza e alla mancata esperienza; ma una non costanza, di fatto, che ha portato l’olandese nelle prime tre stagioni in RedBull a non avere quel quid in più necessario a giocarsi il podio in ottica campionato.

Inizio di 2019 che, però, si rivela fondamentale per Max Verstappen. Infatti, rispecchiando anche i nostri pronostici, il giovane talento matura improvvisamente, inanellando una serie di prestazioni che lo consacrano definitivamente tra i piloti con maggiori possibilità di vincere il titolo Mondiale nell’immediato futuro. Proprio per questo motivo, il 2019 rappresenta la stagione della reale maturazione per Max Verstappen, con un solo ritiro in Belgio. Come se non bastasse, a ciò si aggiunge l’incredibile supremazia del pilota nei confronti dei compagni di scuderia: prima Daniel Ricciardo e Pierre Gasly, ed infine Alex Albon.

Verstappen

Già, poiché se a fine 2019 Albon aveva dimostrato di poterci stare su una monoposto come la RedBull, in questa stagione il thailandese sta facendo esattamente l’opposto: schiacciato e surclassato in ogni gara da Max Verstappen, con gli addetti ai lavori che vorrebbero nuovamente Gasly a Milton Keynes. Se questo è già sinonimo di talento e maturazione, ciò che Max sta compiendo in questo 2020 lo è ancora maggiormente. Ed è per questo che, a nome degli appassionati e a nome degli addetti ai lavori, ci sentiamo di ringraziarlo calorosamente. Si, ringraziarlo. Ringraziarlo per essere l’unico in grado di contrastare il dominio Mercedes.

Sappiamo tutti che negli ultimi anni le tinte dei campionati di Formula Uno hanno assunto per lo più una colorazione argento, dovuta alla, come detto poco prima, inarrestabile cavalcata delle frecce d’argento,appunto. Se nel 2018 ci aveva provato Sebastian Vettel, quest’anno sembra proprio non esserci storia per lo spettacolo; tranne per Max Verstappen, unico vincitore non Mercedes nelle prime 6 gare di campionato. Complice una Ferrari totalmente assente, la corazzata di Stoccarda sembra, dopo neanche un mese, ormai avviata verso il settimo titolo consecutivo. Ma, con l’incognita Max; un’incognita che ha saputo dimostrare di regalare qualche arcobaleno in un orizzonte tetro e monocolore. Ed è per questo, che ci affidiamo a lui ed alla sua inventiva al volante per cercare di insinuarsi in un dominio ormai consolidato. Ma nel frattempo, lo ringraziamo nuovamente, e ci auguriamo caldamente che possa riuscire nel suo intento: fermali Max.

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