Che Luka Doncic fosse qualcosa di più di un grande talento da Eurolega si era intuito fin da quando, con la maglia del Real Madrid, faceva suo il più prestigioso torneo di basket continentale nemmeno maggiorenne (da MVP E MVP delle finali). La prima stagione in NBA ha mostrato che lo sloveno ha tutte le carte in regola per essere uno dei nomi del futuro della lega ma onestamente, il livello raggiunto nella sua prima apparizione ai playoff è superiore a qualsiasi aspettativa. Potrà diventare il miglior europeo della storia?

Predestinato da record

“Siamo davanti ad un predestinato”. Queste le parole pronunciate live su SkySport dopo il canestro sulla sirena che ha pareggiato la serie tra i suoi Mavs e i Los Angeles Clippers. Ed in effetti l’impressione è proprio quella: di un ragazzo dalle potenzialità pressoché illimitate, cui riesce praticamente tutto facile. Sia chiaro, è presto per dire che Luka sarà nella leggenda, perché la storia del basket è costellata di enormi cadute dopo annate storiche, ma già adesso i vari record di precocità (e non solo) che sono stati infranti dall’ex Real non possono passare inosservati.

Gli americani spesso si divertono a trovare nuovi record e nuove statistiche.  Tra i tanti attribuiti a Luka (molti in condivisione con i più grandi di sempre del passato) uno, fresco di pochi giorni (Gara 4 della serie coi Clippers), appartiene solo a lui: Doncic è infatti il primo giocatore della storia a mettere a segno una tripla doppia da più di 40 pti accompagnata da un buzzer beater.


Questo dato ci aiuta a comprendere proprio la natura del giocatore. La completezza necessaria per mettere a segno una tripla doppia (senza il fisico di un LeBron né l’atletismo di un Westbrook) indicano sia una  padronanza dei fondamentali che una lettura della partita fuori dal comune, tanto da poter sopperire anche all’assenza del secondo violino dei Mavs Kristaps Porzingis. Il canestro della vittoria poi è emblematico della sua padronanza della partita e degli spazi. Segnare così, alla sirena della partita che potrebbe portare la serie in parità contro una seria pretendente al titolo è segno di maturità, totale consapevolezza dei propri mezzi e personalità: doti in cui tuttora alcune delle superstar più incensate peccano.

Nel segno di Kobe e Drazen

È difficile non rivedere, soprattutto in questo periodo dove, tra compleanno e Mamba day la ferita per la morte di Kobe ha ripreso a bruciare più del solito, qualcosa del 24 in Luka. In effetti un parallelismo oggettivo c’è: entrambi si sono sviluppati avendo come base i fondamentali europei. Come in effetti amava spesso ricordare la leggenda dei Lakers infatti, il suo bagaglio tecnico era strettamente figlio degli insegnamenti ricevuti nell’infanzia trascorsa qui in Italia. Fondamentali europei che chiaramente influenzano il Sophomore di Dallas dato che, come detto in precedenza, avendo bruciato le tappe giocando e vincendo giovanissimo al di qua dell’Atlantico, ha potuto trasferire velocemente dai campetti delle giovanili alle partite che contano.

Luka Doncic

Siamo davanti alla massima espressione della scuola balcanica? Di giocatori slavi degni di nota in lega ce ne sono e ce ne sono stati parecchi: role player affidabili (Bojan Bogdanovic, Nikola Vukcevic…), comprimari di assoluta qualità come Goran Dragic e addirittura uomini franchigia come Nikola Jokic. Per nessuno di questi sarà però facile entrare nel gotha dei più forti di sempre. Ma un uomo, che come Kobe ci ha lasciato troppo presto, cui Luka Doncic pare aver preso in mano l’eredità c’è stato: Drazen Petrovic.

Il Mozart del canestro, con la maglia dei New Jersey Nets si stava imponendo proprio nel periodo in cui la lega viveva il suo periodo forse più carico di talento (erano gli anni del primo three-peat dei Bulls). Non sappiamo purtroppo se Drazen sarebbe oggi nell’Olimpo del basket (quasi certamente Sì), ma la speranza è che Luka possa finalmente completare il discorso iniziato dal diavolo di Sebenico: diventare l’europeo più forte di sempre.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here