I marmi più famosi d’Inghilterra si trovano al British Museum. Stanno li dal 1810, ce li ha portati un certo Thomas Bruce VII conte di Elgin, a quei tempi ambasciatore britannico presso l’impero Ottomano. Ha scelto statue di suo gradimento, si è impossessato di una parte di frontone del Partenone e, con tutte le autorizzazioni del caso, ha trasferito i tesori dell’Atene Periclea in quel di Bloomsbury . “The Elgin marbles”, i marmi di Elgin, così li chiamano gli anglosassoni con buona pace di Fidia e dello spirito ellenico. 

I marmi più famosi d’Inghilterra quindi, non i marmi inglesi più famosi. Quelli si trovano ad un quarto d’ora di metro e qualche minuto a piedi da Tottenham Court Road; per destino, gioco o humour, una fermata che porta il nome dei rivali di sempre

Highbury

Siamo ad Highbury, nel borgo di Islington, dove vive Mr. Bean. Il contraccolpo della crisi del ’29 ha colpito l’Europa e il dopoguerra durato un decennio non sa che sta per diventare premessa di un’altra guerra, intanto gli inquilini di Highbury non hanno intenzione di ridimensionarsi. L’anima della rivoluzione Gunners è quella di Herbert Chapman, un visionario lungimirante che negli anni trenta costruisce il calcio del futuro.

Nato da una famiglia modesta dello Yorkshire, nel 1887, Sir Chapaman riesce a laurearsi in ingegneria conducendo pure una modesta carriera di calciatore. E forse proprio da un ingegnere ci si aspetta l’introduzione del sistema. Innovativo, metodico e ambizioso, l’apporto di Chapman alla causa dell’intero calcio, britannico e non, è storico. Tra i pionieri dei fari per le partite in notturna, dei nomi sulle casacche e del classico pallone a esagoni, il tecnico inglese è rappresentato in un mezzobusto di Jacob Epstein.

Highbury

Marmoreo e scrutatore il busto dell’allenatore campeggia fiero nella Marbles Hall di un Higbury, rimasto simbolo dei Gunners ma non più campo da gioco. Resiste al tempo la East Stand, la tribuna il cui mitico ingresso è presidiato dal suo ideatore. “Negli spogliatoi c’erano bellissime vasche da bagno in marmo e riscaldamento a pavimento” commentano gli ospiti. Nessun risparmio, quelli sul libro paga dell’Arsenal sono gli architetti migliori accompagnati dal designer francese Claude Ferrier, fiore all’occhiello dell’ art déco. Proprio gli antichi fasti quasi centenari hanno ispirato l’Adidas nel creare la maglia Away dell’Arsenal per la stagione ormai alle porte.

Anche se le decise venature sull’intera maglia non rispettano fedelmente colore e intensità del marmo della Est Stand, il richiamo identitario è molto forte. I marmi di Highbury, come anziani, raccontano la storia di uno dei più famosi club della corte di sua maestà, quello per cui pare faccia addirittura il tifo. Una storia lunga che più che un omaggio ai luoghi sacri sembra un augurio di rinnovamento, con l’audacia e il carisma di quella volta lì.

L’era di Highbury è tramontata da oltre quindici anni, la storia dei rossi del nord di Londra è ancora giovane.

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