Quella appena terminata è stata per il Bayern Monaco una stagione incredibile, culminata con la vittoria della Champions League contro il Paris Saint-Germain nella finale di Lisbona. La coppa dalle grandi orecchie mancava a Säbener Straße dal 2013. Oltre ad essa, il club bavarese ha vinto la Bundesliga per l’ottava volta consecutiva e la Deutscher Pokal (Coppa di Germania), eguagliando il treble proprio di sette anni fa.

Andiamo quindi a celebrare i principali protagonisti di questa stagione fantastica.

Manuel Neuer

Dopo un paio di anni sottotono a causa dei guai fisici che tra il 2017 e il 2018 gli hanno fatto perdere quasi una stagione intera, il capitano del Bayern è tornato ad esprimersi ai massimi livelli, ad essere il solito muro. Nella finale di Champions ha compiuto degli interventi straordinari su Neymar e Marquinhos (addirittura due nella stessa azione nei confronti del fantasista brasiliano). Parate con i piedi che a prima vista possono sembrare fortunose, ma che in realtà trattasi di gesti che permettono di chiudere il più possibile lo specchio della porta agli attaccanti avversari. Simili interventi appartengono da sempre alla scuola dei portieri tedeschi, ma Neuer in questo fondamentale è straordinario. Difficile ricordare un’errore commesso dal portierone tedesco in questa annata, nella quale ha trasmesso grande sicurezza al reparto arretrato. 

E pensare che per alcuni mesi il discorso sul suo rinnovo contrattuale è rimasto congelato, poiché Neuer voleva capire se la società voleva puntare ancora fortemente su di lui negli anni a venire, specie dopo l’ingaggio di Alex Nübel. La conferma di Hans-Dieter Flick sulla panchina dei campioni di Germania ha portato all’automatico rinnovo di contratto dell’estremo difensore. Neuer è definitivamente tornato ad essere un numero uno assoluto, autentica saracinesca.

Bayern Monaco

Joshua Kimmich 

Il ragazzo di Rottweil rappresenta il prototipo del calciatore moderno, sa infatti giocare in più ruoli, sia come terzino che a centrocampo, abbina quantità e qualità. Inoltre incarna la classica mentalità tedesca e di casa Bayern, non molla mai di un centimetro. Suo l’assist delizioso sulla testa di Coman in occasione del gol vittoria contro il PSG, suo il gol al Westfalenstadion che ha chiuso definitivamente la Bundesliga con uno splendido pallonetto dal limite dell’area a scavalcare Bürki. Giocatore fondamentale per i bavaresi, Kimmich è un trascinatore.

Bayern

Alphonso Davies 

Fino a qualche mese fa in pochi conoscevano questo giovane canadese, ora è considerato a soli 19 anni uno dei migliori interpreti nel suo ruoloNato come esterno alto, al Bayern ha saputo ritagliarsi un ruolo fondamentale come terzino sulla corsia di sinistra, fascia che ha letteralmente arato per tutto l’anno. Giocatore esplosivo, potrebbe fare anche il centometrista visto lo scatto che possiede. La sua azione nei quarti di finale contro il Barcellona è stata incredibile: partito da centrocampo, ha ridicolizzato Semedo e una volta entrato nell’area di rigore blaugrana ha servito un cioccolatino a Kimmich, il quale ha dovuto solo spingere in rete il pallone. Davies è la sorpresa di questa incredibile stagione.

Bayern

Serge Gnabry 

La sua crescita nell’ultimo anno è stata sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori. È l’ennesima scommessa vinta dal Bayern: un giocatore arrivato in punta di piedi dall’Hoffenheim che alla sua seconda annata a Monaco ha realizzato ben 23 reti e 14 assist complessivi; numeri da capogiro per un esterno offensivo: 9 addirittura in Champions LeagueDi questi, quattro li ha messi a segno in un sola partita la sera del 1 Ottobre a Londra contro il Tottenham (partita finita con il punteggio tennistico di 7-2). Flick nel corso della stagione nella batteria degli esterni di attacco ha alternato i vari Coman, Perisic, Coutinho: Gnabry invece è stato titolare inamovibilePer il tedesco di Stoccarda è stato l’anno della consacrazione.

Bayern

Thomas Müller 

Chi più di tutti ha beneficiato della cura Flick è proprio Müller. Irriconoscibile sotto le gestioni Ancelotti e Kovac, con l’avvento in panchina del tecnico tedesco il n. 25 è rinato. Miglior assistman dell’ultima Bundesliga con 21, chiude l’annata con 14 centri e addirittura 26 assist tra tutte le competizioni. Nella goleada contro il Barcellona è stato nominato man of the match; incontro nel quale ha siglato una doppietta che ha spianato la strada ai tedeschi. Per Müller questo è stato l’anno della rinascita.

Bayern

Robert Lewandowski 

È stato il miglior giocatore non solo del Bayern Monaco, ma forse di tutta quanta l’Europa. Solito bomber implacabile, più gol segnati che partite disputate quest’anno (55/46 i numeri),  capocannoniere in Bundesliga (34), capocannoniere in Champions League (15); a Lewandowski è mancato soltanto il sigillo nella finale di Champions, anche se ci è andato molto vicino, soltanto il palo gli ha negato la gioia del gol. Legno che non gli ha di certo tolto la felicità di poter sollevar al cielo per la prima volta in carriera la coppa dalle grandi orecchie. Nel 2013 giocò la finale di Wembley con la maglia del Borussia Dortmund proprio contro la sua attuale squadra: in quell’occasione fu il Bayern a spuntarla con il punteggio di 2-1. Un vero peccato che non si assegni il Pallone d’oro: premio che meriterebbe senza ombra di dubbio il bomber polacco. A 32 anni si può tranquillamente dire che nel suo ruolo è il migliore: implacabile, freddo, un serial killer dell’area di rigore.

Hans-Dieter Flick

Il tecnico tedesco è il direttore che ha risvegliato e rigenerato l’orchestra Bayern, spenta, amorfa, vulnerabile sotto la gestione Kovac. Con l’avvicendamento in panchina e la promozione a primo allenatore di Flick il Bayern Monaco ha cambiato passo, ha dominato la Bundesliga e vinto la Champions League subito al primo anno. Il tecnico ha avuto il merito di far sentire di nuovo importanti giocatori storici come Müller e Boateng, ha convinto Neuer ha restare e ha reso il Bayern una macchina da gol inarrestabile

Società all’avanguardia e con una sana gestione finanziaria, il Bayern è sempre un passo avanti agli altri ed un modello da seguireIntanto a Monaco l’obiettivo per il prossimo anno non può che essere sempre lo stesso: vincere.

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