Dopo mesi passati ad attendere il ciclismo ad alti livelli, finalmente è giunto il momento di riabbracciare le grandi corse a tappe di tre settimane. Nell’ultimo periodo abbiamo assistito alla consacrazione sportiva di Wout Van Aert, trionfatore della Strade Bianche, prima, e della Milano-Sanremo, poi. Da veri appassionati, a Ferragosto abbiamo rifiutato una giornata in qualche spiaggia affollata per goderci il Lombardia, con il successo di Jakob Fuglsang e la grande paura per Remco Evenepoel. Oggi, sabato 29 agosto, scatterà da Nizza la 107esima edizione del Tour de France, che quest’anno sarà più combattuto che mai, con due favoriti principali e molti potenziali outsider. Vediamo assieme quali sono le gerarchie per questa Grande Boucle e quali saranno le tappe chiave.

Tour de France

L’armata Ineos

La notizia che ha catalizzato l’attenzione dei media è stata la scelta del Team Ineos di non portare al Tour de France Chris Froome e Geraint Thomas. Non è un mistero che i rapporti tra la squadra e il keniano bianco non sono dei migliori dopo l’annuncio dell’addio a fine stagione e la conseguente firma con il Team Israel. Tuttavia, lasciare a casa due ciclisti che assieme hanno vinto 5 delle ultime 7 edizioni potrebbe rivelarsi un boomerang per la squadra erede del Team Sky.

L’uomo-immagine del futuro in casa Ineos è senza dubbio Egan Bernal, il vincitore del Tour 2019 che in questa edizione del Tour è chiamato a fare il definitivo salto di qualito. L’anno scorso, dopo l’exploit di Julian Alaphilippe, il colombiano non ha mai avuto crisi e dopo aver conquistato la maglia gialla nella 19esima tappa l’ha portata a Parigi senza faticare, anche grazie ad una corazzata di gregari guidata da Geraint Thomas. A fare da luogotenente (di lusso) al colombiano ci sarà Richard Carapaz, il vincitore del Giro d’Italia 2019. Inoltre, Bernal potrà contare su uomini di esperienza come Andrey Amador, Jonathan Castroviejo e il campione del mondo del 2014 Michał Kwiatkowski, essenziale nelle tappe vallonate e sul passo.

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Doppio capitano in casa Jumbo-Visma?

Il team rivelazione dell’ultimo biennio parte da Nizza con il favorito numero 1 dei bookmakers: Primož Roglič. Il vincitore della scorsa Vuelta, però, nelle ultime settimane non ha vissuto momenti facili sul piano della condizione, arrivando persino a mettere in dubbio la sua partenza al Tour. Tra averlo e non averlo passa tutta la differenza del mondo in casa Jumbo-Visma perché l’altro uomo di punta della squadra, Tom Dumoulin, non sembra in grado di poter competere con Bernal nelle tappe dove le pendenze aumenteranno, considerando che il chilometraggio a cronometro quest’anno sarà limitato.

Sia Roglič che Dumoulin partiranno favoriti nella frazione a cronometro con arrivo su La Planche des Belles Filles (tappa ibrida tra una crono e una cronoscalata). Nelle prove contro il tempo il Team Jumbo-Visma potrà contare anche sul dominatore assoluto del decennio scorso: Tony Martin, quattro volte iridato a cronometro. A completare la squadra ci saranno l’esperto Robert Gesink, l’uomo del momento Wout Van Aert, Jansen, Bennett e Kuss.

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I possibili outsider

Secondo i bookmakers, l’unico ciclista che potrebbe impensierire i quattro big di Ineos e Jumbo-Visma è Thibaut Pinot. Il trentenne francese della FDJ, però, non gode di grande fortuna per quel che riguarda la Grande Boucle. Infatti, nelle ultime sue apparizioni si è dovuto ritirare a poche tappe dalla passerella di Parigi. Il suo miglior risultato in un grande Giro è il terzo posto al Tour 2014, edizione vinta dal nostro Vincenzo Nibali. Razionalmente, a meno di uscite di scena premature di Dumoulin e Carapaz, potrà puntare al podio, ma non di più.

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Discorso diverso per lo sloveno Tadej Pogačar, la sorpresa della scorsa Vuelta e futuro del ciclismo europeo nelle grandi corse a tappe. Il classe ’98 del Team UAE avrà dalla sua parte una squadra di tutto rispetto, con Fabio Aru che parte dietro nelle gerarchie e gregari esperti come David De La Cruz. Il team di José Antonio Fernandez, inoltre, potrebbe competere in diverse tipologie di tappe, con Alexander Kristoff nelle volate di gruppo e con Davide Formolo da inserire in qualche fuga o in frazioni dal lungo chilometraggio.

Le tappe chiave

Il Tour de France 2020 presenta un percorso “particolare”. Nessun prologo o tappe piatte nelle prime frazioni bensì dislivelli importanti sin da subito. La prima tappa vede due gpm di terza categoria, niente di particolarmente impegnativo, che farà selezione tra i velocisti, riducendo il numero dei big per la (probabile) volata finale. Già dalla seconda frazione gli sprinter lasceranno spazio agli uomini di classifica, con due gpm di prima tra cui il difficile Col de Turini (15 km al 7,4% medio).

Il primo vero arrivo in salita ci sarà alla quarta tappa, da Sisteron a Orciéres-Merlette, ma i 7 km al 6,7% non dovrebbero creare grosse difficoltà agli uomini di classifica. Qualche giorno di “relax” per poi tornare a salire nell’ottava tappa, con montagne che hanno scritto la storia del ciclismo. I ciclisti dovranno affrontare il Col de Menté, poi l’hors catégorie Port de Balès ed infine il Peyresourde. Peccato per l’arrivo dopo la discesa di quest’ultimo.

La seconda settimana propone frazioni adatte alle fughe da lontano e un paio di volate di gruppo già scritte. Un punto di svolta del Tour de France 2020 però sarà alla 15esima tappa: due salite impegnative di prima categoria e poi l’arrivo in quota sul Grand Colombier, hors catégorie di 17,4 km e 7,1% medio, qui la classifica subirà degli scossoni. Dopo la pausa e una sedicesima tappa sulla carta non cruciale, i big dovranno fare i conti con la frazione da Grenoble a Méribel che li vedrà impegnati in due HC, prima la Madelein (17,1 km – 8,4%) e poi il Col de la Loze (21,5 km – 7,8%).

L’ultima vera fatica sarà la cronometro di 36 chilometri posta alla ventesima tappa, il giorno prima della passerella di Parigi. In questa crono “ibrida” i ciclisti dovranno scalare la Planche des Belles Filles, 6 chilometri all’8,5% di pendenza media, che dopo tre settimane di fatiche si faranno sentire e non poco sulle gambe dei big. A Bernal e gli altri scalatori puri servirà almeno un minuto di vantaggio sui forti cronomen dalla Jumbo Roglič e Dumoulin prima della partenza da Lure.

Secondo voi chi vincerà questa edizione a dir poco strana del Tour de France? JZsportnews vi dà appuntamento nei prossimi giorni per commentare le prime tappe della Grande Boucle.

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