Quando si parla di tennis si fa quasi sempre riferimento ai tre mostri sacri di questo sport: Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djoković. Ne abbiamo parlato tempo fa ma ci teniamo a ribadirlo, questi tre atleti “rappresentano” il tennis ed anzi, “sono” il tennis. Anche in questo momento storico dove lo svizzero e lo spagnolo sono fuori dai giochi per motivi differenti, l’attenzione finisce sempre sulle loro dichiarazioni, specialmente in riferimento a quanto sta facendo Nole fuori dal campo. Per chi non avesse seguito molto proviamo a fare un breve riassunto: il campione serbo negli scorsi giorni ha annunciato la nascita della PTPA (Professional Tennis Players Association), un’associazione per quanto riguarda la forma, una sorta di sindacato nella sostanza. Djoković ha subito spiegato che la PTPA non sarà in antitesi né all’ATP né all’ATP Players Council, ma nasce con l’obiettivo di aumentare le tutele verso i tennisti professionisti.

PTPA

Tutto ciò potrebbe sembrare poco rivoluzionario, tuttavia attorno alla figura di Nole Djoković si sono aizzati gli stati generali dell’ATP e, soprattutto, i due uomini di punta: Re Roger e Rafa. Attraverso i canali del circuito professionistico, l’ATP ha dichiarato: «Riconosciamo le difficoltà che i nostri membri devono affrontare nelle circostanze attuali, ma crediamo fermamente che sia tempo di mostrare unità, piuttosto che divisioni interne»Ovviamente, Djoković non ha tardato a rispondere da New York, dove ha appena vinto il Masters 1000 di Cincinnati: «Capisco che alcuni hanno opinioni diverse e non pensano che sia il momento giusto. Penso che sia il momento giusto. Legalmente, abbiamo tutto il diritto di formare l’associazione di giocatori. Questo non è un sindacato. Non è un boicottaggio. Non stiamo creando un circuito parallelo». 

PTPA

Per ora, tutta la questione attorno alla PTPA resta abbastanza nebulosa. Lo stesso Thiem, numero 3 del mondo, ha preferito non esprimersi perché non è ben a conoscenza delle dinamiche. Ciò che resta sicuro è che la divisione tra i tre fenomeni è diventata incolmabile e non che prima fosse tutto rose e fiori. Si sa, Djokovic per anni ha “sofferto” la sua scarsa popolarità in confronto a Nadal e Federer. Ha ammesso pubblicamente di non apprezzare il fatto di aver sempre contro il pubblico quando affronta lo spagnolo e lo svizzero. Ciononostante, da circa un lustro, è riuscito a costruirsi una fama da villain del tennis, antitetico alle icone considerate “positive”. I buoni da una parte, il cattivo dall’altra. Ai posteri l’ardua sentenza

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