Dopo la conferma dei Giochi di Tokyo 2021, arrivata direttamente da John Coates, vicepresidente del CIO, (“Con o senza coronavirus”, ha spiegato il dirigente britannico), il movimento olimpico guarda con maggiore fiducia al prossimo anno. Il primo test, relativamente piccolo, arriverà a febbraio in Finlandia, nella cittadina di Vuokatti, 500 km a nord di Helsinki e appena seimila abitantiSarà il Festival olimpico della gioventù europea (EYOF, acronimo dell’inglese European Youth Olympic Festival) a segnare un nuovo inizio delle competizioni a cinque cerchi. Per capire cosa stia bollendo nella pentola finnica, abbiamo intervistato Tea Naskali, Responsabile Media e comunicazione dell’evento, reduce dalle esperienze dei Giochi olimpici giovanili e delle universiadi di Lillehammer 2016, Almaty 2017 e Buenos Aires 2018.

Tea Naskali

Buongiorno Tea, benvenuta su JZ! Partiamo dalle base. Che cos’è EYOF? E qual è il suo scopo?

È una rassegna di competizioni sportive per giovani atleti del nostro continente. Promossa dall’organizzazione dei comitati olimpici europei (EOC) e disputata sotto l’egida del Comitato Olimpico Internazionale, Eyof è il più importante evento sportivo europeo per i giovani tra i 14 e 18 anni. Della manifestazione esistono due versioni, una invernale ed una estiva, proprio come per i Giochi Olimpici, ma si tengono solo negli anni dispari e a cadenza biennale. Dai Giochi Olimpici vengono molte tradizioni di Eyof, come il braciere con il fuoco di Olimpia, il giuramento degli atleti e la stessa bandiera a cinque cerchi. Aggiungo che molti medagliati olimpici recenti sono passati da Eyof, qui hanno avuto la loro prima esperienza di Villaggio olimpico: un primo assaggio di ciò che sarebbe stato il loro futuro. Più delle medaglie e dei titoli, conta dare ai giovani un messaggio, quello dei valori olimpici e di uno stile di vita sano, attraverso la pratica sportiva. Questo è il suo vero scopo.

A Vuokatti, nella regione finlandese del Kainuu, andrà in scena la versione invernale di Eyof, di cui in Italia forse qualcuno ricorda la prima edizione, Aosta 1993. Cosa dobbiamo aspettarci?

Può bastare un numero: 2000 atleti, provenienti da 48 paesi. La sede principale sarà proprio la città di Vuokatti, con sei discipline in programma: sci alpino, biathlon, snowboard, sci nordico, short track e pattinaggio di figura. Avremo poi i tornei di hockey a Kajaani (a circa 30 km, ndr), mentre salto con gli sci e combinata nordica saranno a Lathi (molto più lontana 470 km, ndr).

Tre sedi, tanti atleti, tante discipline. Come si organizza un evento del genere?

Pensando prima di tutto ad organizzare un evento memorabile per tutti i soggetti coinvolti. Atleti, squadre, spettatori. Con tante persone coinvolte, bisogna tenere conto di molte esigenze diverse. Non basta che gli impianti rispettino gli standard internazionali, è necessario considerare per esempio anche i trasporti, in modo da non congestionare il traffico della città. Immaginate cosa voglia dire far arrivare tanti atleti e tante persone dei diversi staff in un’area limitata. Per questo ci siamo affidati a professionisti dei diversi settori, per gli impianti e la logistica, e abbiamo chiesto aiuto a tanti ammirevoli volontari, che saranno fondamentali. Molte persone saranno alloggiate presso il villaggio degli atleti, ma questo significa che anche gli aspetti della vita quotidiana per gli addetti ai lavori andranno tenuti in considerazione. Inoltre, vogliamo che sia un evento a basso impatto ambientale, con soluzioni apposite per il cibo e i rifiuti. A tutto questo si può aggiungere la parte digitale, per i media e per le esigenze di ciascuno.

Insomma, un mosaico davvero complesso. Da quanto tempo il processo di preparazione va avanti?

Dal 2017. La commissione si è installata in Segreteria Generale nel 2018, part time. Il resto del comitato organizzatore si è riunito nel 2019 e quest’anno si è formata la squadra dei volontari. Per fortuna, molte cose erano già in moto quando è scoppiata la pandemia e siamo ampiamente in tabella di marcia. A parte piccoli intoppi dovuti alle limitazioni nei trasporti, la pandemia ha avuto un impatto molto limitato. È sorprendente. Abbiamo lavorato a distanza, quando possibile, ma nessun vero stop.

Immagino però che siano cambiati alcuni parametri, in previsione di una rassegna con  grande partecipazione come Eyof. Cosa significa preparare un evento olimpico in periodo di pandemia? Quali misure avete previsto per la sicurezza di ciascuno?

La priorità è seguire le linee guida del governo finlandese in materia di salute pubblica. L’evoluzione della situazione è costante e rapida, per cui non si può dire con certezza cosa sarà necessario a febbraio. Di sicuro, ci terremo costantemente aggiornati, in modo da rispettare sempre quello che le autorità indicheranno come necessario per la sicurezza dei partecipanti. Parliamo di distanza di sicurezza, igiene e dispositivi di protezione personale.

Tutte cose a cui ci stiamo abituando da mesi. Ma è davvero possibile organizzare eventi sportivi in un momento come questo? Anche da Tokyo arrivano notizie ottimistiche, i XXXII Giochi Olimpici sono stati confermati a prescindere dalla presenza del virus.

A Vuokatti ci stiamo preparando da lungo tempo ed è stato sin qui incredibilmentefacile portare avanti l’organizzazione di Eyof, nonostante la pandemia. Noi crediamo e speriamo che il lavoro fatto qui non verrà buttato, ma anzi sarà valorizzato nel momento in cui l’evento comincerà. E sarà la ripartenza del movimento olimpico.

Tea Naskali

Un ringraziamento speciale a Tea Naskali.

Qui potete trovare tutte le altre nostre interviste. Seguiteci anche sul nostro profilo Facebook e la nostra pagina Instagram

Intervista di Simone Galdi. 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here