Stando alle ultime indiscrezioni di calciomercato, la Juventus e Gonzalo Higuain avrebbero raggiunto l’accordo economico per la rescissione del contratto. L’Inter Miami di David Beckham sarebbe il club pronto ad accogliere l’ormai ex-attaccante bianconero. A causa della rescissione del Pipita, dunque, la squadra campione d’Italia è ora obbligata a tuffarsi nel mercato in entrata per ingaggiare un nuovo centravanti. In realtà, sul taccuino della dirigenza juventina, sono presenti diversi profili già da diverse settimane, se si considerano i vari nomi fatti dagli esperti. Alcuni di questi sono stati solo sondati, altri molto più chiacchierati mediaticamente. Dopo aver letto un numero nutrito di calciatori accostati alla Vecchia Signora (da Milik a Lacazette, passando per Raul Jimenez e Zapata), negli ultimi giorni pare che la cerchia si sia ristretta a Luis Suarez ed Edin Dzeko.

La nostra disamina verterà proprio sull’eventuale funzionalità e/o compatibilità dei due attaccanti in questione con i restanti dieci uomini in campo, senza mettere in discussione il valore assoluto di due calciatori a loro modo diversissimi, ma entrambi fantastici.

HIguain con la maglia della Juventus

Luis Suarez

La polveriera blaugrana ha offerto un’opportunità importante alla Juventus. Occasione che i piemontesi avrebbe di sicuro voluto cogliere velocemente, se non fossero sorti problemi burocratici legati al passaporto dell’uruguayano. Suarez ha segnato in maniera nitida ed inequivocabile lo scorso decennio calcistico, grazie ad un quantitativo di reti impressionante (481). Tuttavia, dubbi legittimi possono nascere dall’ultimo Luis Suarez, ben diverso da quello ammirato nel corso della sua carriera e nei primi anni al Barcellona.

Oggi, sia per motivi anagrafici (classe 1987) sia per una brillantezza precaria dovuta ad un brutto infortunio al ginocchio che lo ha tenuto lontano dai campi per ben 149 giorni, Suarez si è dovuto inevitabilmente reinventare. Da atleta esplosivo ed intenso in ogni fase ad attaccante più riflessivo e meno avventato nelle situazioni di pressing. Una componente, quest’ultima, che andrebbe a cozzare con l’idea di gioco che Andrea Pirlo ha descritto nella conferenza stampa di presentazione. Dalla sua, un rapace d’area di rigore di così grande caratura porterebbe comunque vantaggi sostanziali. L’attacco alla profondità, ad esempio. Ma anche la finalizzazione negli ultimi metri. Oltre la rifinitura nell’ultimo terzo di campo. Rimarrebbe il nodo (tutt’altro che semplice da sciogliere) sulla costruzione complessiva del reparto avanzato. Sostenere un tridente formato da Dybala-Suarez-Cristiano Ronaldo sarebbe complicato, a meno che la Joya non faccia grossi sacrifici difensivi e migliori nei tentativi di pressione, pur rinunciando in taluni casi alle sue eccelse qualità offensive.

Luis Suarez con la maglia del Barcellona

Edin Dzeko

Nella sostanza, neanche Edin Dzeko incrementerebbe l’aggressività nella fase di non possesso. Eppure, il bosniaco, rispetto all’uruguayano, sarebbe in grado di offrire più soluzioni alla manovra bianconera. Il centravanti della Roma, nonostante l’eccezionale mole fisica di cui è dotato, è molto mobile. Ama venire incontro, portando via marcatori. Crea gli spazi necessari per tagli ed inserimenti. Per Cristiano Ronaldo, sarebbe la spalla ideale. Acquistando Dzeko, la Juventus avrebbe non solo il riferimento principale nelle azioni da gol. Ma anche un creatore di gioco da utilizzare e sfruttare in momenti specifici della partita.

Avere un calciatore così bravo ed abituato a leggere i movimenti senza palla dei compagni rappresenterebbe un’arma offensiva in più per Andrea Pirlo, privo, oggi, di un attaccante con queste caratteristiche. Con Edin Dzeko, la squadra bianconera avrebbe maggiore verticalità e sarebbe più rapida negli attacchi in campo aperto. Tuttavia, tolto il solo Cristiano Ronaldo, la Juventus fa un’enorme fatica a ricercare altri suoi uomini in grado di inserirsi, per via della differente natura tecnica dei suoi centrocampisti. Una situazione già vista lo scorso anno con Maurizio Sarri. A parte Ramsey e Khedira (ormai ai titoli di coda la sua avventura a Torino), il centrocampo a disposizione dell’allenatore bresciano non offre altri incursori. Insomma, qualora dovesse arrivare il bosniaco, per garantire pericolosità ed incisività nella trequarti avversaria, sarebbe importante ridefinire pesantemente anche la linea mediana, intervenendo sul mercato.

Edin Dzeko con la maglia della Roma

Ecco perché l’investimento su Suarez, facendo questo tipo di valutazione, sarebbe più consono e meno “difficile” per ragioni prettamente tattiche e di organizzazione di squadra, nonostante le perplessità espresse sull’intero assemblaggio dell’attacco.

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