In quali modalità ripartire? Si riparte in una bolla? La bolla può essere la soluzione definitiva per tutti? Sono alcuni dei tanti quesiti che ci siamo posti negli ultimi mesi e che tutt’oggi ci poniamo. Siamo in un momento in cui in molti paesi i campionati stanno per riprendere, mentre in altri, come negli USA la stagione è all’apice. Ma le domande e le incertezze rimangono.

La fatidica “bolla”

Organizzata dalla NBA e la NBPA, situata ad Orlando, in Florida, la bolla ha ospitato dalla fine di Luglio, all’interno del resort di Disneyworld, le 22 squadre ancora in corsa per i playoff.

Un sistema, quello NBA, a cui ispirarsi indubbiamente. La bolla infatti si è dimostrata essere un ottima opzione per tutelare la sicurezza di tutti i giocatori e membri dello staff. I protocolli presenti nel resort sono stati e sono tutt’ora fondamentali per garantire la salute di tutti. I tamponi giornalieri, l’obbligo della mascherina, l’assenza di contatti con l’esterno e altre regole essenziali sono stati i punti cardine della bolla. Chiaramente come ogni novità, la bolla è partita con delle imperfezioni, da cui sono derivate diverse critiche.

L’NBA però si è dimostrata ancora una volta una delle migliori leghe al mondo, sistemando tutte mancanze e migliorando con il tempo. Ma se da un lato la bolla di Disneyworld è stata molto efficiente, dall’altro è stata una spesa non indifferente per l’NBA e che altre leghe avrebbero sicuramente più difficoltà ad affrontare (Circa 150 milioni di dollari).

Le bolle europee

Spostandoci da questa parte dell’oceano vediamo la FIBA protagonista di un’importante scelta riguardo alle qualificazioni per Eurobasket 2022. La Federazione Internazionale ha deciso che, tutte le partite di qualificazione per l’europeo 2022 che si giocheranno nelle finestre di Novembre e Febbraio saranno disputate in delle bolle a cui parteciperanno 4 o 8 squadre. Giocare in ambienti sicuri e provvedere ai test è stata una decisione presa con lo scopo di mantenere in sicurezza e in salute tutti i giocatori, i membri dello staff e gli arbitri.

L’Eurolega invece riprenderà il 1° Ottobre e sarà una ripartenza “normale” e al momento l’opzione bolla sembra essere stata messa da parte. Per l’Eurolega organizzare una bolla sarebbe sicuramente molto complesso. Potrebbe risultare anche più complicato di quella NBA. L’ECA infatti dovrebbe accordarsi con 10 leghe diverse, siccome le squadre che militano nella massima competizione europea hanno impegni con campionati nazionali e quindi risulterebbe impossibile giocare in entrambe le competizioni. Inoltre organizzare una bolla sarebbe un compenso economico enorme, in più verrebbero a mancare anche gli incassi dei biglietti o abbonamenti. Sicuramente in Eurolega ci sono diverse squadre con le spalle larghe che potrebbero risentirne relativamente, ma altre, sarebbero colpite molto duramente.

Il futuro del basket

Quindi  alla domanda: Il futuro del basket è in una bolla? risponderei di sì, perchè è indubbiamente la soluzione più sicura per far scendere in campo le squadre. Sfortunatamente però, la bolla non è sempre possibile.

L’esempio lampante è il campionato italiano che non potrebbe in nessun caso sostenere un sistema simile a quello NBA, perché una stagione senza pubblico sarebbe inaffrontabile e il campionato stesso non sopravvivrebbePerciò bisognerebbe trovare un equilibrio tra una partenza sostenibile sul piano della sicurezza e allo stesso tempo accettabile su quello economico.

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