Il cammino dei Denver Nuggets in questi strani playoff nella bolla è stato tanto tortuoso quanto esaltante. Sono stati in grado di rimontare ben due volte dal 3-1 (mai successo prima) vincendo le serie contro Utah e i favoriti Clippers. Il sogno delle Finals è stato interrotto solo da dei James e Davis a tratti ingiocabili e dalla inevitabile stanchezza delle proprie stelle. A far ben sperare i tifosi della franchigia del Colorado è l’età media molto bassa della squadra. I margini di miglioramento, tecnici e di esperienza, ci sono. Basteranno per rendere Denver una contender o abbiamo assistito ad un exploit legato alle condizioni particolari di questi playoff? E quali strade possono intraprendere sul mercato per migliorare ulteriormente?

Le due stelle: Murray e Jokic

L’ordine dei due nomi non è casuale. Al di là dei numeri, oggi Murray è più importante di Jokic. L’ex Kentucky è definitivamente esploso a Orlando, mostrando le sue doti tecniche, caratteriali e di leadership. Il suo rendimento è stato stellare, se non per le prime due gare contro i Clippers in cui ha sofferto la fisicità degli esterni avversari. Difficoltà da cui è uscito brillantemente, alzando ulteriormente il suo livello. Anche contro i Lakers è stato per lunghi tratti dominante, tanto da costringere LeBron a difendere su di lui nel finale di gara 4. E se gara 5 non è stata un blowout losangelino è stato grazie ai suoi canestri, nonostante fosse fortemente limitato da un infortunio. Il leader dei Denver Nuggets è e deve essere il canadese. The Joker invece, pur dominante in attacco, ha mostrato ancora i suoi due grandi limiti. Il primo è l’impossibilità di garantire un livello difensivo sufficiente con continuità, sia nella partita che all’interno di una serie. Il secondo è caratteriale. Deve riuscire a fare l’ultimo step di maturazione. Ha a lungo sofferto l’atteggiamento irritante di Howard nei primi capitoli della serie e ciò, oltre a toglierlo dal campo per troppi minuti, ha permesso allo stesso Howard di salire di colpi e trovare fiducia, chiudendo la serie senza bisogno di ricorrere ai comportamenti al limite delle prime gare. Coach Malone dovrà riuscire a nasconderlo meglio in difesa, ma il serbo dovrà lavorare per non uscire mentalmente da partite così importanti

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La grande (e potenzialmente bellissima) incognita della terza punta

Da Millsap era lecito attendersi di più, e infatti sembra che possa essere sacrificato (sarà free agent, liberando 30 milioni di cap). Gary Harris, al rientro da un infortunio, si è visto soprattutto in difesa anche se può garantire punti quando è al top della condizione. Chi ha stupito in positivo è stato Jerami Grant. In difesa una certezza grazie alle note doti fisiche ed atletiche, in attacco è stato costante ed efficace sia in area che oltre l’arco. Una bidimensionalità difficile da prevedere a così alti livelli. Questa off-season lo vedrà rifiutare la player option da 9 milioni e firmare un contratto da almeno 15. Denver può e deve fare questo sforzo, a costo di sacrificare un veterano come Millsap. La grande notizia in Colorado è che da due punte potrebbero ritrovarsi a breve ad averne quattro. Chi è finalmente uscito allo scoperto è stato Porter JR. Nonostante le prestazioni monstre delle prime partite non ha avuto tantissimi possessi in postseason. Dopo essersene pubblicamente lamentato durante la serie contro i Jazz, è stato bravo a farsi trovare pronto segnando canestri importanti, nonostante la pressione e i riflettori puntati su di lui. Oltre al suo straordinario talento offensivo, ha palesato anche grandi lacune difensive, che non può compensare con i soli mezzi atletici. Anche qui è stata emblematica la serie con i Lakers, con canestri pesanti ma anche un duello diretto a suon di errori difensivi pacchiani con Kuzma. 

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Il supporting cast

I Denver Nuggets hanno in casa giovani interessanti e giocatori solidi che si sono confermati anche ai PO. Chi potrebbe andarsene in free agency è Plumlee, giocatore dal rendimento certo, ma non sufficiente a dare minuti di riposo a Jokic senza mettere in crisi la squadra. Per Craig e Vonleh molto dipenderà da cosa proporrà il mercato, ma rientrano nei movimenti minori. Chi invece è stato rinnovato è PJ Dozier, sorpresa di gara 1 contro i Lakers e che ha mostrato potenziale sia offensivo che difensivo. Un elemento di sicuro affidamento dalla panchina è Monte Morris. Giocatore solido, ottima visione di gioco e punti nelle mani, ma soprattutto che raramente sbaglia scelte. La prossima stagione vedrà anche il rientro di Will Barton. Se le posizioni dall’1 al 3 sono coperte, tenendo conto del fatto che Porter JR e Jokic insieme non sono sostenibili per troppi minuti, se non in serate di eccezionale produzione offensiva, la dirigenza dovrà lavorare nel reparto lunghi. A contratto al momento rimarrebbero solo Jokic, Porter JR e l’acerbo Bol Bol.

Le scelte sul mercato: rischi e opportunità

Se i Denver Nuggets rinnoveranno Grant, lo spazio salariale sarà poco e il rischio  luxury tax elevato. Il roster però non necessiterebbe di rivoluzioni. Gli slot liberi, senza ulteriori operazioni di mercato, sono tre: due lunghi e un piccolo. Uno deve essere un giocatore affidabile che sostituisca Millsap, ma che non abbia un contratto troppo pesante. Profili interessanti sul mercato ce ne saranno diversi, come Favors, Noel o un romantico ritorno di Melo. Trovare quello giusto per caratteristiche tecniche, leadership e salario starà al GM. Gli altri due posti sono da dividere tra la ventiduesima scelta del draft e un free agent, meglio se un altro veterano, magari al minimo. Un’alternativa sarebbe puntare ad un’altra stella. L’unico modo per farlo sarebbe sacrificare almeno due tra Harris, Grant e Barton e delle scelte. In questo caso attenzione a profili come Beal o addirittura Paul George, star che per vari motivi potrebbero essere messi sul mercato dalle rispettive franchigie. Questo significherebbe accorciare le rotazioni o riempire di veterani al minimo il roster. Una strategia “high risk-high reward” a breve termine di non semplice attuazione, anche perché Denver ha meno appeal di altre città. Con l’assalto alla terza stella attenzione alla posizione di Porter JR, asset molto appetibile per potenziale e contratto, ma che ancora deve completare un percorso di crescita. L’ultima opzione è la classica via di mezzo. Sacrificare una sola delle tre pedine citate in precedenza per puntare a giocatori buoni con contratti non troppo alti, come Bledsoe o Dinwiddie (per cui potrebbero bastare scelte e qualche contratto non garantito), per puntellare il roster.

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Qual è la strada giusta?

Impossibile dire con certezza quale sia la scelta migliore. La giovane età delle due stelle e in generale del roster fa sì che la risposta non sia legata solo al rendimento effettivo dei giocatori, ma anche se non soprattutto alla loro evoluzione. Quanto la bolla e l’assenza della pressione dei tifosi ha influito sul rendimento? Grant è esploso definitivamente o è stato un momento di grazia? Porter JR può crescere abbastanza difensivamente per avere un minutaggio importante anche quando la sua produzione offensiva non è così superiore a quella del suo diretto avversario? Queste sono probabilmente le domande principali che si porrà la dirigenza. A mio parere la bolla ha aiutato i Denver Nuggets ma ha anche dato loro quella consapevolezza che li aiuterà a confermarsi. Grant va riconfermato a meno di offerte o richieste folli, sacrificando magari Barton, di cui ha preso il posto e liberando spazio per sostituire Millsap e migliorare nel reparto lunghi che ha tanto sofferto contro i Lakers e che è numericamente corto. La vera incognita è Porter JR. Difficile rinunciare a tutto quel talento, ma senza miglioramenti nei fondamentali della difesa è difficile vederlo a lungo con Jokic in campo nelle partite che contano. La cosa migliore probabilmente è farlo crescere almeno per un’altra stagione, aggiungendo un lungo da far ruotare con lui e Jokic che nasconda le loro lacune difensive. Il tutto aspettando anche Bol, ancora da costruire, soprattutto fisicamente, ma che ha mostrato un ottimo potenziale. Con i giusti innesti, riuscendo a continuare i progressi dei tanti giovani, le Finals da sogno diventeranno ben presto obiettivo.

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