Con questo calendario molto compresso stiamo assistendo ad un periodo ricchissimo di grande ciclismo. Nel giro di due settimane abbiamo osannato il vincitore del Tour de France Tadej Pogačar e il nuovo campione del mondo Julian Alaphilippe, senza dimenticarci delle imprese estive di Wout van Aert che sembrano risalire al secolo scorso quando in realtà sono passati appena due mesi. Ora però è tempo di voltare pagina. Lasciamo il giallo. Lasciamo i colori dell’iride. Tingiamoci tutti di rosa, perché sabato 3 ottobre cominceranno le emozioni che solo il Giro d’Italia sa regalare. Sarà una sfida tutta britannica per il primato della classifica generale o si potranno inserire altri outsider? Vediamo assieme i favoriti della vigilia e le tappe che, con ogni probabilità, decideranno il Giro d’Italia 2020

Giro d'Italia 2020

Snodi cruciali

La prima settimana della 103esima edizione della corsa rosa può essere definita con una sola parola: bella. Si comincia con la cronometro di 15,1 km da Monreale a Palermo, adatta agli specialisti (uno su tutti Filippo Ganna, fresco vincitore del titolo iridato nella prova contro il tempo). Nella seconda frazione non ci saranno movimenti nella generale ma si inizierà a capire chi ha le gambe e chi no. L’arrivo è posto su un gpm di quarta categoria ma attenzione alle eventuali azioni di potenza per vincere la tappa. Il primo vero snodo sarà lunedì 5 ottobre con l’arrivo in cima all’Etna (18,9 km al 6,6% medio, con pendenze che aumentano nel finale). In cima al vulcano di sicuro ci saranno distacchi importanti ma non decisivi: non sapremo chi vincerà il Giro, ma sapremo chi non lo vincerà.  Per quanto riguarda la classifica generale non ci dovrebbero essere altre frazioni in grado di ribaltare le gerarchie fino a domenica 11. L’unica insidia potrebbe essere nella tappa da Mileto a Camigliatello Silano, che presenta un gpm di prima categoria e un arrivo subito dopo la discesa di 12 km (possibilità per Nibali?). Sesta tappa con arrivo tra i sassi di Matera adatta ai finisseur e lì potremmo vedere un bel tentativo di vittoria di Peter Sagan. L’ultima fatica prima della pausa sarà in territorio abruzzese, con una tappa di 208 km che dai 60 in poi non lascia un momento per rifiatare: l’arrivo a Roccaraso farà vittime

Molto meno impegnativa la seconda settimana. Dopo la pausa di lunedì 12 ci saranno quattro frazioni non impegnative di cui tre adatte ai velocisti e una che dovrebbe favorire le fughe da lontano. Il weekend invece presenterà grosse insidie ai big della classifica generale, prima con la cronometro di oltre 34 km da Conegliano a Valdobbiadene e poi con la tappa con arrivo a Piancavallo, in cima ad un gpm di prima categoria (salita che nei primi 10 km ha pendenze molto importanti e spesso a due cifre).

L’ultima settimana è assolutamente imperdibile. Le uniche tappa “soft” sono quella posta dopo la seconda giornata di pausa, da Udine a San Daniele, dove vedremo probabilmente arrivare una fuga, e la diciannovesima frazione da Morbegno ad Asti che si concluderà con una volata di gruppo. Tolti questi due “respiri” o si avranno le gambe o si uscirà di classifica. Si comincia il  tour de force con l’arrivo a Madonna di Campiglio, in una tappa molto lunga (203 km) con tre gpm di prima categoria e uno di terza. Il giorno dopo si continua con la frazione della Cima Coppi, quest’anno posta sullo Stelvio (oltre 25 km al 7,5% medio), scalato dal versante di Val Venosta, a 2758 metri. Oltre allo Stelvio in quella giornata ci saranno da affrontare il Passo Castrin (8,8 km al 9,1%) a la salita di Torri di Fraele (8,7 km al 6,8%) prima del traguardo. L’ultima fatica alpina è rappresentata dalla penultima tappa, da Alba al Sestriere, in cui il gruppo dovrà affrontare Colle dell’Agnello (21,3 km al 6,8%), l’Izoard (14,2 km al 7,1%) e il Sestriere (11,4 km al 5,9%) che dopo 198 chilometri si farà sentire e non poco. Per concludere al meglio, il Giro d’Italia 2020 proporrà una cronometro finale di circa 16 chilometri, da Cernusco sul Naviglio al centro di Milano, che non potrà assolutamente venire sottovalutata dai leader della generale.

Giro d'Italia 2020

I favoriti

Sarà un Giro d’Italia duro, sotto tutti i punti di vista. Non è “tagliato” su misura per gli scalatori puri, considerando i quasi 70 chilometri di cronometro sparsi lungo il percorso. I favoriti della vigilia sono essenzialmente due. Entrambi britannici, entrambi già vincitori di una corsa a tappe di tre settimane. L’indiziato numero 1 è Geraint Thomas, vincitore del Tour de France 2018, che capitanerà il Team Ineos-Grenadiers. La squadra britannica partirà senza una vera e propria corazzata come siamo abituati a vedere, ma Thomas potrà di certo contare su ottimi gregari. Tra tutti spiccano Rohan Dennis e i nostri Filippo Ganna e Salvatore Puccio. Il secondo favorito è Simon Yates, che ha già una buona esperienza al Giro. L’inglese classe ’92 è reduce dalla vittoria alla Tirreno-Adriatico proprio davanti a Thomas, ma alla corsa rosa la bilancia sembra pendere a favore del gallese.

Su chi puntare un euro

Alla partenza del Giro d’Italia 2020 ci sono alcuni campioni che potrebbero far saltare il banco. Il primo è Steven Kruijswijk che capitanerà il Team Jumbo-Visma (che non sarà quello del Tour ovviamente). L’olandese, a detta di chi scrive, può giocarsi un bel piazzamento sul podio, ma risulta difficile immaginarselo trionfatore in quel di Milano. Allo stesso tempo, salvo crisi alla Egan Bernal, non ci aspettiamo di vedere il classe ’87 oltre alla quinta piazza. Per i nostri colori c’è Vincenzo Nibali, lontano dalla migliore forma, che non sembra in grado di potersi giocare la vittoria finale. Se dovessimo giocarci un euro su una possibile sorpresa probabilmente punteremo sul danese Jakob Fuglsang, già vincitore del Lombardia 2020. Ciononostante, tutti questi ciclisti appena elencati dovranno tirare fuori dal cilindro qualcosa di magico per impensierire i due britannici

Giro d'Italia 2020

Sarà un Giro d’Italia 2020 che ci farà divertire. Chi lo vincerà? Nelle prossime settimane ne parleremo sempre su JZsportnews!

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