Capitano, numero 10, trequartista, esterno, mezz’ala, assistman e goleador dell’Aston Villa, ma Jack Grealish non è solo questo, Jack Grealish è Birmingham.  Nato vicino al sobborgo di “Aston”, lega tutta la sua vita calcistica ai “Villans”, di cui è tifosissimo fin da bambino. Entra a sei anni nel settore giovanile, non togliendosi mai quella casacca dalle spalle, se non per la stagione in prestito al Notts County in League One.  All’età di 25 anni è ormai il leader tecnico e caratteriale dell’Aston Villa, è l’autore della promozione in Premier di due anni fa, nonché della salvezza della passata stagione, ottenuta grazie al suo gol del pareggio all’ultima giornata. 

Il salto di qualità è avvenuto nella scorsa stagione, da promessa a top player del calcio inglese. Questo deve essere l’anno della consacrazione, e l’inizio è stato devastante, come testimoniano i 3 gol e i 3 assist messi a segno nelle prime 3 giornate di Premier.

Jack Grealish

L’inglese rappresenta il “10” per eccellenza, sfrontato, come nel sentitissimo derby contro il Birmingham, quando un tifoso avversario entrò in campo e lo colpì con un pugno sul collo, Jack rimase fermo, si rialzò, senza reagire, in quanto, i campioni reagiscono sul campo, segnò il decisivo gol dell’1-0 finale.

Inoltre è capace di segnare e soprattutto, far segnare. Nella stagione 19/20, sono 8 i gol messi a referto, e 6 gli assist forniti ai compagni. Grealish ha creato 2.4 occasioni a partita, tenendo una media di 40 passaggi nei novanti minuti, di cui l’85% andati a buon fine. Un’altra caratteristica fondamentale è la capacità di non perdere il pallone; può smarcare un compagno con un passaggio chiave, sono infatti 75 le occasioni create nella scorsa stagione, secondo solo a De Bruyne in Premier, oppure ottenere un fallo, infatti con una media di 4.7 falli a partita, per un totale di 167, è il giocatore che ne subisce di più in tutta Europa. 

L’importanza di Grealish è ben visibile anche nei suoi movimenti senza palla, il talento inglese ha ottimi tempi di inserimento in area di rigore, sono ben sette, su otto, i gol realizzati all’interno dell’area nella passata stagione, e tre su tre in questa. Questo è un dato sorprendente, considerando la tecnica di tiro del numero 10, basta vedere il gol del momentaneo vantaggio contro il Manchester United della passata stagione, tiro a giro di destro che si infila sotto l’angolino sul secondo palo. 

Lo strepitoso inizio di stagione, quattro gol e 3 assist nelle 4 presenze tra campionato e coppa, gli è valso la meritata chiamata in nazionale maggiore, con cui ha esordito, entrando a gara in corso, contro la Danimarca, partita della Nations League del 9 settembre. L’8 ottobre ha giocato la sua seconda gara, questa volta da titolare nell’amichevole contro il Galles, riuscendo a fornire l’assist per l’1-0 di Calwert-Lewin.

Jack Grealish

Se l’Aston Villa è l’unica squadra della Premier a punteggio pieno insieme all’Everton, la maggior parte dei meriti sono suoi, del ragazzo che assomiglia ad Arthur Shelby dei Peaky Blinders, non a caso, serie ambientata a Birmingham. Grealish sembra aver raggiunto la piena maturità fisica e mentale, come confessato da lui stesso, è stato necessario far crescere i muscoli per competere in Championship, la forza è ben visibile dai muscoli dei polpacci, accentuati da quei minuscoli parastinchi, che sembrano star lì giusto perché lo impone il regolamento. Inoltre, pur essendo alto 1.75, è bravissimo nel difendere il pallone anche spalle alla porta, questo, secondo il padre, è dovuto alla sua esperienza nel calcio gaelico, sport che praticava da piccolo, consistente in un mix di calcio e rugby, molto famoso in Irlanda, sua nazione d’origine.

Nella stagione appena conclusa, Grealish è stato impiegato maggiormente come trequartista, ruolo che ha dichiarato di apprezzare, a differenza dell’esterno a sinistra nel tridente offensivo, ruolo che non gli piace ricoprire. In questa stagione, a causa degli acquisti di Barkley dal Chelsea, e Watkins dal Brentford, Dean Smith potrebbe decidere di schierarsi con il 4-2-3-1, già utilizzato nella storica vittoria per 7-2 contro il Liverpool. In questo caso, Barkley ricoprirebbe il ruolo di trequartista, che deve inserirsi nei buchi liberati da Watkins, cercando di essere servito tra le linee da Grealish. 

Giocando in questo modo 5 dei 7 gol dell’Aston Villa contro i Reds sono stati influenzati dal capitano, capace di siglare 2 reti e fornire 3 assist. Un’altra prestazione spaziale di questa stagione, passata in sordina in quanto non risulta nel tabellino dei marcatori, è quella contro lo Sheffield United, Grealish ha effettuato 60 passaggi, con una precisione del 92%, creando quattro occasioni da gol; questo testimonia l’utilità del gioco dell’inglese, con o senza palla, in costruzione o in finalizzazione.

Jack Grealish

Il Jack Grealish degli ultimi 15 mesi è un giocatore completo, capace di catturare tutte le attenzioni su di sé, è colui che rende possibile la visione di un match “sciapo” come Aston Villa-Sheffield United senza addormentarsi all’intervallo per intenderci. In un calcio dominato dai milioni, la figura di un ragazzo, tifoso, capitano e stella, della squadra della sua città, ci ricorda la genuinità di questo sport. Probabilmente, davanti ad un’offerta monstre, nella prossima estate, di un top club europeo, l’Aston Villa lo cederà, ma fino a quel momento, godiamoci la magica favola tra Jack Grealish e i “Villans”, un amore incondizionato e primordiale.

 

 

 

 

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