Gran Premio della Malesia, 10 aprile 2011: Nick Heidfeld sale sul podio e conquista il 100esimo podio nella storia della Renault. I componenti del team festeggiano e brindano ad un altro centinaio di piazzamenti in top-3 a venire. Non sapevano ancora che quel giorno avrebbe significato il principio di una siccità di risultati disarmante. Un periodo tenebroso, tra avvicendamenti alla gestione del team, modifiche al nome e migliorie incapaci di riportare la scuderia dove spetta

Gran Premio dell’Eifel, 11 ottobre 2020: Daniel Ricciardo taglia il traguardo in terza posizione. Il sorriso a 32 denti dell’australiano riflette l’intero l’animo della squadra, che finalmente può tirare un sospiro di sollievo. Il giallo della Renault è tornato a brillare.

Ricciardo a podio

Il capitolo Formula 1 della Gialla comincia nel 1977, quando il dipartimento sportivo del brand decide di ampliare i propri orizzonti verso la categoria di Lauda e Stewart. Come previsto, i primi risultati lasciano desiderare. Bisogna aspettare due anni per ottenere la prima vittoria nella classe regina, il primo francobollo di una collezione che col tempo si sarebbe ampliata importantemente.

Dopo aver assunto Alain Prost nel 1983 ed essere arrivati ad un passo dalla conquista del titolo iridato, la scuderia decide di ritirarsi dallo schieramento e rimanere in gioco solo come fornitrice di motori. Il connubio con prima Williams e in seguito Benetton permette di imporsi in testa alla classifica per un lustro, con campioni come Mansell, Schumacher e Villeneuve che ne beneficiano. Dal 1997 al 2001 Renault esce ufficialmente dalla Formula 1, ritornando nel 2002 come team ufficiale acquistando proprio la Benetton.

La vettura si dimostra competitiva fin dalle battute iniziali, ottenendo il quarto posto nel mondiale costruttori. Nel 2003 uno dei due abitacoli viene affidato a Fernando Alonso, un ragazzo talentuoso ma soprattutto determinato e sicuro di sé: il profilo sembra quello giusto per tentare l’assalto al vertice. In Ungheria lo spagnolo conquista la sua prima vittoria iridata, con tanto di doppiaggio ai danni di Michael Schumacher, laureandosi il più giovane vincitore di sempre. Il paddock è annichilito di fronte a una prova di forza non da poco: la Renault sembra essere pronta a spodestare il dominio Ferrari.

Il 2005 rappresenta l’anno in cui si avvera la profezia: Alonso distrugge la competizione a suon di podi e vittorie e porta in Francia il primo titolo della storia. La magia non si estingue anche nell’anno successivo, con Fernando che ottiene il bis iridato. La bacheca Renault si può quindi fregiare di due titoli mondiali: è stata apparecchiata la tavola per l’inizio di una nuova era di potere.

alonso

A fine 2006 si verifica inaspettatamente un colpo basso: Alonso decide di abbandonare la scuderia con cui si è guadagnato l’entrata nell’élite della Formula 1 per accasarsi ai rivali della McLaren. Dopo un amaro fallimento nel 2007, lo spagnolo viene riaccolto in casa Renault. Ma l’incantesimo si è già spezzato: i risultati faticano ad arrivare costantemente e la vettura non si rivela affidabile come qualche anno prima. Un ciclo di eventi, tra cui lo scandalo Crashgate, porta al secondo ritiro ufficiale nel 2011, cedendo i diritti dell’ex Benetton alla Lotus. Il motore risulterà comunque cruciale per la Red Bull nel quadriennio di dominio di Vettel, ma il periodo d’oro sembra essere giunto irreversibilmente al termine.

renault 2009

A fine 2015 Renault Sport annuncia di aver raggiunto un accordo con la Lotus e che a partire dal 2016 sarà di nuovo parte della griglia come scuderia ufficiale. Il terzo capitolo non comincia nel migliore dei modi, ma con l’approdo di Nico Hulkenberg la squadra si afferma come punto fermo nel centro gruppo. Il 2018 è l’anno in cui i miglioramenti consentono di agguantare il quarto posto costruttori e il titolo di “primi degli altri”. La notizia della firma di Daniel Ricciardo sembra presagire un ritorno tra le grandi e la possibilità di combattere di nuovo per le posizioni di punta.

Ma la stagione 2019 non rispetta le aspettative: l’ex alfiere Red Bull non riesce a trovare la quadra alla vettura e il rendimento cala rispetto all’annata precedente, venendo sorpassata persino dalla McLaren. In casa Renault c’è bisogno di lavorare per sviluppare una monoposto adatta alle caratteristiche di guida dell’australiano, con forza frenante capace di sostenere le sue staccate azzardate.

renault

L’inizio del 2020 è costellato di ottimi risultati, tra cui tre quarti posti e due quinti che consentono alla Renault di partecipare alla battaglia per la terza piazza del mondiale costruttori. Ricciardo finalmente si sente a suo agio nell’abitacolo e il podio appare sempre più vicino.

Si vola in Germania per l’11esimo appuntamento del campionato: il Nürburgring regala un gara pazza, con problemi di affidabilità per i top team e sorpassi improbabili. Ricciardo guadagna una posizione in partenza, sorpassa Leclerc e approfitta del ritiro di Bottas per accomodarsi in terza posizione che non lascerà andare fino al traguardo. The Honey Badger sale sul podio per la prima volta dopo la vittoria a Monaco nel 2018. Ma soprattutto riporta la Renault in alto, dopo un decennio buio e avaro di risultati.

Renault

La stagione non è ancora finita, ma i sorrisi non si sprecano e la gioia è impalpabile. Con il ritorno dell’eroe di casa Fernando Alonso per il 2021 la scuderia transalpina sembra dimostrare di avere ogni intenzione di progettare una vettura da titolo. Il podio ottenuto è concreta testimonianza di come il duro lavoro abbia pagato: nel quadro Formula 1 a sfondo argentato è ricomparsa una macchia gialla.









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