Nemmeno una settimana dalla gara 6 dominata ed è già tempo di parlare della free agency Lakers. La squadra di LeBron è arrivata al titolo con un roster pieno di veterani, quasi tutti firmati al minimo e con contratti annuali o con player option, in modo tale da rendere la squadra pronta per i playoff e allo stesso tempo dare un minimo di flessibilità sul cap per gli anni successivi. Contratti che sono manna se si vuole cambiare, ma che possono ritorcersi contro la franchigia se i giocatori interessati si rivelano pedine fondamentali.

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LeBron e pochi altri: chi ha un contratto

Detto del Re, centro di gravità di questi Lakers, i giocatori sicuri del contratto sono pochi. Detto del rookie Horton-Tucker e Cook (non garantito), che sono stati ai margini delle rotazioni, a rimanere ci sono Caruso, Green e Kuzma. Il primo ha dimostrato di essere molto più di un fenomeno social e, anche grazie al feeling e all’efficacia con LeBron, il suo contratto molto leggero sembra essere blindato. Molto diverso il discorso per gli altri due. Kuzma ha mostrato leggeri progressi in difesa, ma soprattutto lontano dalla palla è ancora molto carente. Il grandissimo talento offensivo e il contratto ancora basso possono renderlo una importante pedina di scambio. Green ha invece vissuto dei playoff tra luci ed ombre, che hanno portato addirittura una parte dei tifosi a chiedere che non gli venga consegnato l’anello. Qualche problemino fisico e percentuali basse per un tiratore come lui. Inoltre, l’età (33) non va a suo favore. D’altra parte il suo apporto in difesa e a rimbalzo non è mai mancato, tanto che nonostante le difficoltà offensive ha avuto il miglior net rating tra i gialloviola ai playoff. Il suo ultimo anno di contratto a 15 milioni potrebbe essere molto ambito se LA decidesse di privarsene. La decisione verrà presa in base alle eventuali rifirme e quindi delle necessità del roster.

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I probabili cavalli di ritorno

Il primo, anche per importanza, è Anthony Davis. Ha declinato, come quasi tutti i compagni, la player option, ma da subito è sembrato essere solamente per ottenere il meritato rinnovo al massimo. Da vedere la durata, se sarà o meno legata a quella del contratto di James. Davis sarà il cardine della free agency Lakers. L’altra probabile conferma è quella di Kentavious Caldwell Pope. Rifiutata l’opzione da 8,5 milioni di dollari, pare abbia anche lui la volontà di rimanere in gialloviola, anche se ridiscutendo il contratto con la dirigenza. Dirigenza che è disposta a fare qualche sacrificio per tenere un giocatore fondamentale sui due lati del campo nel quintetto di Vogel. Il suo agente è lo stesso di LeBron e, a meno di offerte folli, tutto sembra andare in direzione del rinnovo. Chi potrebbe esercitare la player option, date le cifre, sono McGee e Bradley. Entrambi parte del quintetto base e veterani. Il primo può garantire minuti da centro, ruolo che AD non apprezza troppo, soprattutto in regular season, mentre il secondo è un tiratore affidabile e un ottimo difensore, il tipico giocatore da squadra di James.

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Rondo, Howard e tante incognite

I due veterani, su cui sono aleggiati mille dubbi riguardo la tenuta mentale durante la stagione, si sono rivelati fondamentali e soprattutto solidi. Per loro questa stagione può valere un contratto remunerativo, forse l’ultimo della carriera. Tanti soldi a LA non ne potranno vedere, dato il poco spazio salariale, l’età e le incognite sulla possibilità di ripetersi a questi livelli. Chi, tra i due, ha più possibilità di rinnovare, con un “aumento” è Rondo, fondamentale per aiutare James nel playmaking. Molto dipenderà dalla cifra richiesta e dalle opportunità di mercato. Stessa cosa anche per Morris e gli ultimi arrivati JR e Waiters, i cui posti non sono i più urgenti da riempire. I grossi punti di domanda della free agency Lakers riguardano proprio questa parte del roster, quei giocatori di contorno in grado di farsi trovare pronti quando serve che hanno permesso loro di arrivare al titolo e a Vogel di gestire come meglio credeva le rotazioni. Fare meglio di quanto fatto da questi ragazzi, anche alla luce del loro costo pressoché irrisorio, sarà molto difficile e non ci sarebbe da stupirsi se per loro venisse sacrificato qualcuno o se venissero usate una delle due eccezioni salariali a disposizione della  franchigia (che permettono di dare più soldi senza pesare sul cap).

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Da Rose agli italiani: le opportunità di mercato

Le opportunità saranno essenzialmente di due tipi: giocatori in uscita con ambizioni di titolo e free agent che possono concedere uno sconto ad una contender pur di lottare per l’anello. Nel primo caso rientra il nome di Derrick Rose. A lungo accostato ai gialloviola durante la stagione, ha solo anno di contratto non troppo oneroso, ed è un veterano con grande voglia di vincere. Soprattutto in caso di addio di “Playoff” Rondo sarà un obiettivo primario. Nel secondo caso ritroviamo tanti veterani o buoni giocatori che potrebbero trovare la loro dimensione da terzo violino o da role player in una contender. Tra questi rientrano anche Gallinari, che sarebbe un grandissimo upgrade nel ruolo di ala piccola, prendendo i compiti di realizzazione affidati all’incostante Kuzma, e Belinelli, che è il tiratore affidabile che vuole LeBron. Entrambi si sono detti disponibili a rinunciare a una parte di guadagni per una contender, magari potremmo vedere un po’di Italia in quel di Hollywood, anche se la concorrenza, soprattutto per il Gallo, sarà tantissima. Discorso analogo a quello fatto per il ragazzo di Graffignana è valido per Dragic, che potrà ricevere un contratto pesante anche da squadre competitive. Tra i veterani attenzione a Melo, che ha dichiarato di voler tornare a Portland, ma che potrebbe cambiare idea per l’amico LeBron e sostituire Morris, e Cousins, su cui già ha scommesso LA e che con Davis ha formato una grande coppia a New Orleans. Altri nomi interessanti sono Connaughton e Derrick Jones, nel caso non venissero rinnovati dalle loro attuali squadre, che possono allungare le rotazioni a prezzi bassi e Justin Holiday, che bene ha fatto ad indiana e può dare minuti importanti tra i piccoli. Difficilmente ci saranno colpi ad effetto o firme di giocatori in crescita con ambizioni di contratti pesanti e a lungo termine, ma la free agency Lakers sarà comunque molto calda.

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