Fino ad oggi la Juventus di Andrea Pirlo non ha esaltato i propri tifosi, gli appassionati di calcio e gli addetti i lavori. In tanti di essi sono convinti che per veder crescere il sodalizio bianconero ci vorranno ancora alcune giornate, altri tanto, tantissimo tempo. È per questo, che forse, la “giovine” Juve capitanata da un allenatore, ai tempi d’oro calciatore amato da tutti in giro per il mondo e ad oggi al primo incarico da allenatore in carriera, che non è riuscita ancora ad emergere e a dimostrare il suo valore. Ma, allo stesso tempo c’è chi critica le scelte del mister, il quale proprio sabato sera contro il Crotone, forse sottovalutando la fame degli avversari, ha azzardato lo schieramento di troppe pedine giovani. Ma, una sola idea è realisticamente chiara nella sua oscurità, ovvero il modo di fare della Juventus post Maurizio Sarri, ossia: ringiovanire la rosa non solo con gli acquisti effettuati nella finestra di mercato, bensì buttando nella mischia alcune certezze delle selezioni giovanili bianconere.

Andrea Pirlo

Una metafora storica azzeccata? 

Per un professore di lettere o storia risulterebbe più facile capire il nostro accostamento dell’appellativo “giovine” alla formazione piemontese. Difatti a coniare tale termine fu Giuseppe Mazzini, ex figura storica del nostro Paese che ci condusse verso l’unità d’Italia. Erano i primi anni dell’800 quando egli diete vita a una nuova società segreta che prese il nome di “Giovine Italia”. Quest’ultima doveva soppiantare tutte le precedenti società che avevano in un certo modo fallito, e fu proprio essa a rivelarsi importante nel periodo in cui il Paese combatté per l’unità, la democrazia, la libertà e l’uguaglianza. Ed è proprio ricollegandoci a tale movimento rivoluzionario, che vorremmo avvicinarci al nuovo progetto Juventus, il quale attraverso i giovani vorrebbe ripartire, mantenendo comunque alto il suo nome. Ovviamente ciò è molto difficile, e lo si è riscontrato già nel corso delle prime uscite stagionali dei bianconeri, i quali spesso hanno riscontrato difficoltà, come con il Crotone nella giornata di sabato.

Il nostro pensiero

Una “giovine” Juve che rende chiaro il proprio ideale fin dalle radici, con un cambio drastico in panchina, che ha visto andar via Sarri, per far spazio all’emergente Pirlo, chiamato al suo primo impiego in panchina. Una mossa, che sembrerebbe agli occhi dei tanti molto azzardata, proprio come quelle del tecnico, reo secondo alcuni media, di aver condotto la Juve a risultati poco esaltanti causa le proprie scelte tecniche. Dunque, un progetto che ha visto la società ringiovanire la rosa, con quest’ultima che viene guidata da un esordiente assoluto in quello che si rivela uno dei ruoli più complicati nel mondo del calcio. La squadra scesa in campo sabato, causa infortuni e contagi all’interno della squadra, per alcuni è risultata troppo “giovane”, con mister Pirlo che ha preferito Frabotta e Portanova, ai più blasonati Cuadrado, Dybala e Bernardeschi. In un certo senso, la nuova Juventus, sembrerebbe voler replicare quanto fatto e quanto accade tutt’ora in alcuni dei migliori top club, nel tentativo di valorizzare i propri giovani, per poterne trarre un guadagno tecnico-tattico e magari economico.

Frabotta

I margini di crescita quali sono? 

Una volta spiegato il pensiero e l’ideologia, del resto molto prevedibile e che certamente non scopriamo noi, vorremmo ragionare sui margini di tale scelta. Indubbiamente i tifosi bianconeri e gli opinionisti più perspicaci si saranno già messi l’anima in pace, capendo benissimo che tale progetto avrà bisogno di molto tempo, e forse ciò lo avrà imparato anche la Juve dopo quanto accaduto con Maurizio Sarri. Proprio per tale motivo, la possibilità concreta di vivere un anno di totale incertezza sotto il punto di vista del rendimento e dei risultati è assolutamente plausibile. Ma, plausibile non è sinonimo di certezza, ed è proprio per questo gioco di parole, che si potrebbe pensare in positivo. Infatti, se la Juventus dovesse far entrare in pianta stabile quanti più giovani possibili, potrebbe sperare in un exploit di quest’ultimi, avendo di seguito un guadagno in campo e fuori. Perciò, se si ragionasse un attimo da persone lungimiranti e in prospettiva, la speranza è quella di non dover più mettere le mani in tasca e sborsare quattrini per strappare i migliori talenti alle giovani concorrenti. Difatti, il bilancio della Juventus risulta in profondo rosso quest’anno, seppur approvato,  e ciò non ha di certo fatto felice il presidente Agnelli, che ad oggi sembra aver capito bene su quale fronte crescere. 

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