L’Italia si riscopre europeista e contemporaneamente l’Europa riscopre le bellezze del Made in Italy. No, non si parla di politica o di economia, bensì di basket. In giro per il continente diversi azzurri, tra campo e panchina, stanno crescendo esponenzialmente, diventando imprescindibili per le proprie squadre, e l’ultima settimana di Eurolega non ha fatto altro che ribadire questo concetto. Come se non bastasse, proprio nella massima competizione europea l’Olimpia Milano ha battuto in rimonta la corazzata Real Madrid, dimostrando come quest’anno la società meneghina sia costruita per poter dare fastidio a chiunque. 

Dai ragazzi di Messina ad Achille Polonara, dal sorprendente Simone Fontecchio al Bayern Monaco di Andrea Trinchieri, vediamo dunque come procede la campagna europea dei nostri connazionali:

Olimpia Milano: l’anno della svolta?

La scorsa stagione, fino alla sua interruzione, non è stata certamente memorabile per l’Armani, lontana dalla vetta in campionato e fuori dalle migliori otto in Europa. Sembrava che Ettore Messina, dopo anni da vice a San Antonio, faticasse ad imporre le proprie idee su un gruppo talentuoso ma spesso slegato. Giorgio Armani però, ha approfittato del mercato estivo per prendere giocatori di esperienza internazionale, tra cui il nostro Gigi Datome. I risultati si sono visti subito. Tra tutte le competizioni infatti, Milano ha perso solamente una volta, conquistato la Supercoppa italiana e veleggia imbattuta in serie A. Last but not Least, la vittoria contro il Real Madrid rimontando dal -14, che sa di esame di maturità definitivamente superato.

Achille Polonara, il generale basco

Come nel calcio, Real e Barça baloncesto rappresentano l’élite spagnola grazie anche alle notevoli disponibilità economiche. Ma sempre come nel calcio, alle volte dai Paesi Baschi arriva qualcuno ad interrompere l’egemonia delle due big. È il caso del TD System Baskonia, che si è preso di forza l’ultimo titolo nazionale guidato, tra gli altri, dal nostro Achille Polonara. L’ex Sassari, dopo una prima stagione di apprendimento conclusa comunque in crescendo (qui le due giocate fondamentali della finale spagnola), ha iniziato alla grandissima questo suo secondo anno a Vitoria. Il culmine nell’ultima settimana, prima con la doppia doppia in Eurolega contro il Chimki, che gli è valsa il titolo di Mvp di serata, poi con i 16 pti che hanno contribuito al successo dei suoi sul Barcellona. Centro moderno, buonissimo difensore e con un discreto ball handing, questo Polonara potrebbe prendersi un ruolo di primo piano anche in maglia azzurra.

Simone Fontecchio: un italiano a Berlino

Per gli azzurri Berlino ha sempre un sapore speciale, in ogni sport. Per Simone Fontecchio, che ora difende i colori dell’Alba, potrebbe rappresentare il definitivo trampolino di lancio. Il pescarese, cresciuto nelle giovanili della Virtus Bologna, si è consacrato lo scorso anno in maglia Reggio Emilia. A 24 anni, il richiamo dell’Eurolega (già assaggiata a a Milano), anche se in una squadra non di prima fascia, è stato troppo forte. ecco dunque l’avventura tedesca, L’Alba Berlino, in questo inizio di stagione ha stupito tutti e la vittoria di Venerdì sul difficile campo del CSKA è stata la ciliegina sulla torta. Un’impresa in cui il nome di Fontecchio, Top scorer dei suoi con 20 pti, è ben impresso. Un’altra bella notizia in vista del preolimpico perché la nazionale, di un lungo con punti nelle mani, difficilmente potrà farne a meno e Simone, continuando così, sarà sicuramente da prendere in considerazione.



Andrea Trinchieri, il maestro che ha conquistato Monaco 

Come l’Olimpia, un’altra squadra cui negli ultimi anni è sembrato mancare qualcosa per il definitivo salto di qualità, è il Bayern di Monaco. Le prime partite della stagione però paiono indicare che quel qualcosa potrebbe essere arrivato in Baviera, portato in panchina da Andrea Trinchieri. Pur non avendo il “nome” di altri rappresentanti della scuola cestistica italiana. Il coach milanese è uno che, soprattutto all’estero ha vinto quasi sempre. Il capitolo più importante della sua carriera lo ha vissuto proprio in Germania sulla panchina del Bamberg, e questa opportunità nella massima società tedesca sembra davvero un premio meritato. Premio che questo avvio di Eurolega pare più che giustificato, grazie al record di 3 vittorie ed una sola sconfitta (peraltro contro l’Armani). Indubbiamente la stagione è ancora lunga, ma se il Bayern dovesse centrare le final eight, ci sarebbe molto di Trinchieri in quel successo

 

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